Le prospettive per gli assicuratori italiani, sia del ramo vita sia del ramo danni, restano stabili, ha dichiarato Moody’s Ratings in un rapporto pubblicato nell’ottobre 2026. L’agenzia di rating ha citato il miglioramento della liquidità nel ramo vita, la sostenuta redditività tecnica e le solide posizioni patrimoniali.

Punti chiave

  • Nel primo semestre del 2026, la raccolta netta delle assicurazioni vita è salita a 3,6 miliardi di euro, grazie alla diminuzione dei riscatti delle polizze.
  • Moody’s prevede che la redditività tecnica del ramo danni rimarrà solida nel 2027, anche se l’aumento dei costi dei sinistri potrebbe mettere sotto pressione i margini.
  • L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi potrebbe sostenere la crescita dei premi, ma anche aumentare l’esposizione degli assicuratori a perdite concentrate.

Le prospettive per il settore assicurativo italiano sono sostenute dalla raccolta del ramo vita

La valutazione di Moody’s è rimasta invariata rispetto all’anno precedente. Nel ramo vita, il minor numero di riscatti delle polizze ha contribuito a migliorare i flussi di cassa nei primi sei mesi del 2026, mentre le riserve tecniche hanno continuato a crescere.

I premi complessivi delle assicurazioni vita sono diminuiti dell’1,2% rispetto a un anno prima, ma la raccolta netta è aumentata del 26,7%, raggiungendo 3,6 miliardi di euro. Moody’s ha affermato che il minor numero di prelievi ha rafforzato la liquidità e ridotto la pressione sulle finanze degli assicuratori.

L’agenzia prevede che i prodotti unit-linked rappresenteranno una quota crescente delle nuove polizze. In genere, questi prodotti trasferiscono il rischio d’investimento agli assicurati e richiedono meno capitale regolamentare rispetto ai tradizionali prodotti di risparmio garantiti, sebbene i ricavi da commissioni e i nuovi affari degli assicuratori possano diventare più sensibili alle oscillazioni dei mercati.

I costi dei sinistri frenano le prospettive del ramo danni

Moody’s prevede risultati tecnici solidi nel ramo danni nel 2027, con il comparto non auto che continuerà a contribuire in modo significativo agli utili. L’agenzia ha attribuito i risultati del settore ai precedenti aumenti dei premi, al minor numero di sinistri e alle perdite limitate dovute alle catastrofi.

Anche la redditività delle assicurazioni auto è migliorata nel primo semestre del 2026, in parte grazie agli adeguamenti delle riserve per i sinistri degli anni precedenti. Tuttavia, Moody’s prevede che la crescita della redditività rallenterà, poiché gli aumenti dei premi perderanno slancio e i costi dei sinistri continueranno a rappresentare un vincolo.

I prezzi dei ricambi per veicoli e dei materiali da costruzione continuano a salire, mentre i sinistri individuali più gravi compensano sempre più il beneficio derivante dal minor numero di sinistri, ha dichiarato l’agenzia.

La copertura contro le catastrofi offre opportunità di crescita e comporta rischi

In Italia, le imprese sono tenute ad assicurare determinati beni contro specifici rischi di catastrofi naturali. Moody’s prevede che l’obbligo aumenterà la diffusione delle coperture, in particolare tra le piccole e medie imprese, e sosterrà la crescita dei premi nel ramo non auto.

Il numero di PMI dotate della copertura obbligatoria è aumentato di oltre tre volte tra giugno 2025 e aprile 2026, raggiungendo circa 233.000, ha dichiarato Moody’s. Ciononostante, ad aprile 2026 solo il 15,8% delle imprese soggette all’obbligo aveva ottenuto la copertura richiesta.

Una copertura più ampia potrebbe anche esporre gli assicuratori a richieste di risarcimento relative a numerose polizze a seguito di un singolo disastro. Moody’s ha affermato che premi, massimali delle polizze e accordi di riassicurazione saranno importanti per gestire tale esposizione.

Norme patrimoniali e rischi d’investimento

Moody’s ha descritto come generalmente elevati i coefficienti di solvibilità degli assicuratori italiani e come in larga misura di buona qualità i loro fondi propri. Prevede che la revisione di Solvency II ridurrà i requisiti patrimoniali per alcuni assicuratori, soprattutto quelli con passività a lungo termine, mentre gli ulteriori obblighi di conformità aumenteranno i costi.

Le misure dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per la revisione di Solvency II comprendono linee guida sulle vulnerabilità di liquidità e modifiche al calcolo del margine di rischio. Il quadro rivisto dovrebbe entrare in vigore il 30 gennaio 2027.

I tassi d’interesse e gli spread dei titoli di Stato italiani continuano a rappresentare rischi per i portafogli d’investimento degli assicuratori, soprattutto nel ramo vita. Tassi più elevati possono migliorare i rendimenti degli investimenti, ma possono anche rendere i depositi bancari più attraenti per i risparmiatori e causare perdite non realizzate sulle attività a reddito fisso.

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