I congelamenti dei wallet Tether hanno ridotto del 94% i volumi delle transazioni in USDT legate all’Iran, ha dichiarato il 19 ottobre 2026 l’amministratore delegato Paolo Ardoino, mentre l’emittente della stablecoin contestava le critiche degli inquirenti del Senato degli Stati Uniti sulla propria conformità alle sanzioni. Tether non ha reso pubblici i dati delle transazioni sottostanti, il periodo di misurazione o la metodologia, lasciando la riduzione dichiarata non verificata.
Punti chiave
- La riduzione del 94% dichiarata da Tether non è corredata da dati pubblici né dall’indicazione di un periodo di misurazione.
- Gli inquirenti del Senato si sono chiesti se la società abbia congelato con sufficiente rapidità i wallet soggetti a sanzioni.
- Il congelamento di USDT può immobilizzare i token, ma non dimostra una corrispondente diminuzione dell’attività illecita complessiva.
Indice
- Congelamenti dei wallet Tether: cosa dimostra la dichiarazione del 94%
- Gli inquirenti del Senato contestano la rapidità dell’applicazione delle misure
- Gli asset congelati e la riduzione dei flussi di transazioni sono misure diverse
- Conclusione
Congelamenti dei wallet Tether: cosa dimostra la dichiarazione del 94%
La dichiarazione di Ardoino presenta una valutazione aziendale dell’efficacia delle misure adottate, non una misurazione verificata in modo indipendente della diminuzione dei flussi finanziari illeciti. In assenza di un periodo di misurazione e di una metodologia definiti, i lettori non possono stabilire quali transazioni siano state conteggiate né come sia stata calcolata la riduzione.
Ardoino ha inoltre affermato che, dal 2023, Tether aveva congelato gli indirizzi pertinenti in media quattro settimane prima della loro designazione formale da parte dell’Office of Foreign Assets Control del Tesoro statunitense o del National Bureau for Counter Terror Financing di Israele. Ha sostenuto che Tether avesse agito prima che la società di analisi blockchain Chainalysis identificasse gli indirizzi nel 99% dei casi pertinenti.
Queste affermazioni sulle tempistiche fanno parte della replica di Tether alle accuse secondo cui avrebbe lasciato operativi troppo a lungo alcuni wallet associati a entità sanzionate.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Congelamenti del 2026 resi noti da Tether | Circa 550 milioni di dollari in USDT legati all’Iran, secondo quanto dichiarato il 28 settembre. |
| Intervento di aprile 2026 | Oltre 344 milioni di dollari in USDT congelati su due indirizzi. |
| Intervento di luglio 2026 | Oltre 130 milioni di dollari in USDT congelati su quattro wallet. |
Gli inquirenti del Senato contestano la rapidità dell’applicazione delle misure
Un rapporto del 28 settembre 2026, redatto dai collaboratori democratici della sottocommissione permanente del Senato per le indagini, ha esaminato 846 wallet di criptovalute sottoposti a sanzioni o oggetto di azioni di confisca tra giugno 2021 e agosto 2026 per i loro collegamenti con l’Iran o con i suoi proxy regionali.
Gli inquirenti hanno rilevato che l’84% di quei wallet effettuava transazioni esclusivamente o quasi esclusivamente in USDT. Questo dato descrive gli asset utilizzati dai wallet esaminati; non misura l’efficacia di Tether nel fermarne l’attività.
In un caso riguardante wallet collegati al finanziere di Hezbollah Tawfiq Muhammad Sa’id Al-Law, gli inquirenti hanno sostenuto che oltre 34,6 milioni di dollari in USDT fossero stati trasferiti dagli indirizzi prima che Tether completasse i congelamenti. Il senatore Richard Blumenthal ha successivamente chiesto al Tesoro e al Dipartimento di Giustizia di indagare sulle pratiche di Tether in materia di conformità alle sanzioni.
Tether contesta la ricostruzione del proprio operato e sottolinea la collaborazione con le autorità di contrasto. Le richieste di indagine non costituiscono di per sé un accertamento regolamentare a carico della società.
Gli asset congelati e la riduzione dei flussi di transazioni sono misure diverse
Nel comunicato del 28 settembre sull’attività di contrasto, Tether ha descritto congelamenti riguardanti wallet che le autorità statunitensi avevano identificato come collegati alla banca centrale iraniana e a reti soggette a sanzioni. Queste informazioni riguardano il valore degli asset immobilizzati, non la misura dei volumi delle transazioni alla base della successiva dichiarazione di Ardoino sul calo del 94%.
USDT dispone di funzionalità controllate dall’emittente che possono impedire agli indirizzi designati di trasferire token. Si tratta di uno strumento di contrasto, ma non può impedire i trasferimenti effettuati prima che un indirizzo venga identificato e congelato.
Un calo delle transazioni in USDT legate all’Iran non dimostrerebbe inoltre un calo equivalente nell’insieme delle criptovalute, qualora gli utenti passassero ad altri asset o reti. La distinzione è importante per valutare se le misure abbiano limitato nel complesso i flussi finanziari illeciti o modificato i canali di pagamento utilizzati.
Conclusione
La controversia riguarda sia la rapidità con cui vengono congelati i wallet sia il modo in cui se ne misura l’efficacia. Il prossimo elemento da seguire è capire se Tether pubblicherà i dati sulle transazioni a supporto delle proprie affermazioni o se le autorità renderanno noti i risultati delle indagini richieste.
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