Gli ostacoli al passaggio da un cloud all’altro restano una fonte di preoccupazione per la Competition and Markets Authority britannica, che il 16 ottobre 2026 ha dichiarato che Amazon Web Services e Microsoft potrebbero fare di più per aiutare i clienti a cambiare fornitore o a utilizzare più servizi cloud. L’autorità di regolamentazione ha riconosciuto i progressi significativi, ma continua a chiedere ulteriori interventi e mantiene sotto esame l’eventualità di un’indagine formale sul cloud.
Punti chiave
- Nonostante i progressi sulle tariffe di trasferimento dei dati e sull’interoperabilità, la CMA vuole ulteriori miglioramenti.
- Le prossime aree di intervento includono la gestione delle identità tra cloud e le architetture cloud portabili.
- Il confronto con il settore cloud resta al di fuori di una procedura formale di designazione; un altro aggiornamento è previsto per la primavera del 2027.
Indice
- I miglioramenti nel passaggio da un cloud all’altro non hanno eliminato gli ostacoli
- Gestione delle identità e portabilità sono le prossime priorità
- Un’azione formale sul cloud resta una possibilità, non una decisione
- Conclusione
I miglioramenti nel passaggio da un cloud all’altro non hanno eliminato gli ostacoli
L’aggiornamento di ottobre della CMA sul monitoraggio del cloud descrive i progressi compiuti dopo le modifiche annunciate da AWS e Microsoft nel marzo 2026. L’autorità ha esaminato dati interni e sviluppi dei prodotti per valutare l’attuazione delle misure e individuare gli ambiti in cui sono necessari ulteriori cambiamenti.
Per i clienti aziendali, la questione non è semplicemente se un altro fornitore offra un prezzo migliore. Le applicazioni e i carichi di lavoro realizzati per un determinato ambiente cloud possono essere difficili da trasferire o combinare con servizi di altri fornitori. Ridurre i costi di trasferimento aiuta, ma gli ostacoli tecnici possono ancora limitare la capacità dei clienti di scegliere.
La CMA ha individuato diversi sviluppi messi in campo dalle due società, relativi ai collegamenti con fornitori concorrenti, alle tariffe di trasferimento, alle richieste di interoperabilità e agli strumenti di migrazione. Queste misure rappresentano progressi, ma non costituiscono una conclusione secondo cui gli ostacoli al passaggio da un fornitore all’altro siano stati eliminati.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Collegamenti ai centri dati | Stanno iniziando i collegamenti con i fornitori concorrenti, a partire da Google. |
| Tariffe per il trasferimento dei dati | La CMA ha descritto l’eliminazione delle tariffe per i clienti che cambiano fornitore e le riduzioni per quelli che utilizzano più cloud. |
| Richieste di interoperabilità | Un nuovo meccanismo consente a concorrenti e clienti di chiedere una maggiore interoperabilità. |
| Strumenti di migrazione | Si stanno introducendo strumenti di IA per automatizzare le fasi tecniche del passaggio. |
Gestione delle identità e portabilità sono le prossime priorità
L’autorità ha dichiarato di aver concordato con AWS e Microsoft di concentrarsi sul miglioramento della gestione delle identità e degli accessi tra cloud. Il tema riguarda le modalità con cui i clienti gestiscono gli accessi quando utilizzano servizi di più fornitori.
Le società lavoreranno inoltre per fare in modo che le architetture cloud progettate per essere portabili possano essere implementate e migrate tra fornitori senza ostacoli inutili. L’obiettivo pratico è rendere più semplice per i clienti esercitare la propria libertà di scelta, anziché lasciarla soltanto disponibile in linea di principio.
Per AWS e Microsoft, l’attenzione si concentra sulla facilità con cui i clienti possono trasferire i carichi di lavoro o distribuirli tra piattaforme concorrenti. L’aggiornamento di ottobre non ha annunciato un nuovo pacchetto di obblighi in materia di prezzi o restrizioni contrattuali per il cloud.
Un’azione formale sul cloud resta una possibilità, non una decisione
La CMA ha dichiarato che proseguirà il confronto mirato, mantenendo al contempo sotto esame la possibilità di avviare un’indagine completa sullo status di mercato strategico. In questo aggiornamento non ha annunciato l’avvio di un’indagine sul cloud.
Questa posizione è distinta dalla proposta dell’autorità, presentata il 16 ottobre, di attribuire a Microsoft lo status di mercato strategico nel suo ecosistema di software aziendale. La proposta sul software è soggetta a consultazione e non costituisce una designazione definitiva; non va confusa con il confronto in corso con entrambi i fornitori di servizi cloud.
Conclusione
Il prossimo appuntamento confermato è l’aggiornamento della CMA sul cloud previsto per la primavera del 2027. Fornirà un’ulteriore valutazione dei progressi, mentre l’autorità continuerà a collaborare con AWS e Microsoft per affrontare i restanti ostacoli al passaggio da un fornitore all’altro e all’utilizzo di più fornitori.
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