La ricerca di Propanc sul PRP, annunciata il 16 ottobre 2026, suggerisce che la formulazione sperimentale di proenzimi pancreatici della società potrebbe rendere le cellule di cancro al pancreas resistenti alla chemioterapia più vulnerabili ai trattamenti successivi. I risultati provengono da modelli di laboratorio, non da pazienti, e giustificano ulteriori indagini, ma non dimostrano un beneficio clinico.

Punti chiave

  • I ricercatori hanno testato il PRP prima della chemioterapia per valutare se potesse modificare le cellule tumorali resistenti.
  • La società ha riferito cambiamenti nella crescita cellulare, nell’invasione e nelle vie biologiche associate alla resistenza.
  • Propanc prevede uno studio di Fase 1b first-in-human nel primo trimestre del 2027; un beneficio per i pazienti non è ancora dimostrato.

Indice

La ricerca di Propanc sul PRP testa una strategia terapeutica sequenziale

L’annuncio della ricerca preclinica di Propanc Biopharma descrive una collaborazione con le Università di Jaén e Granada, guidata dalla dott.ssa Maria Belén Toledo. I ricercatori hanno combinato test cellulari e profilazione dell’intero trascrittoma, che esamina le molecole di RNA all’interno delle cellule, per studiare modelli di cancro al pancreas con resistenza acquisita alla chemioterapia.

L’ordine dei trattamenti era centrale nell’esperimento. I ricercatori hanno prima esposto le cellule resistenti al PRP, quindi hanno somministrato la chemioterapia per verificare se le cellule fossero diventate più sensibili. La società ha affermato che questa sequenza ha prodotto la risposta funzionale più marcata dello studio.

Il ruolo ipotizzato per il PRP, quindi, non consiste semplicemente nell’uccidere direttamente le cellule tumorali. I ricercatori stanno valutando se possa modificare gli adattamenti cellulari che aiutano i tumori a sopravvivere al trattamento, creando potenzialmente uno stato di maggiore vulnerabilità prima della chemioterapia.

VoceDettagli
Proliferazione cellulareIl PRP da solo ha ridotto la proliferazione del 50% nelle cellule wild-type e del 54% nelle cellule resistenti alla chemioterapia.
Formazione di colonie nell’arco di 21 giorniIl pretrattamento con PRP ha ridotto la capacità di formare colonie del 59% nelle cellule wild-type e del 39% in quelle resistenti.
Capacità invasivaIl PRP da solo ha ridotto l’invasione dell’81% nelle cellule wild-type e del 47% in quelle resistenti.
Migrazione nell’arco di 72 oreLa chiusura della ferita è stata del 21% nelle cellule wild-type trattate e del 57% nelle cellule resistenti trattate, rispetto al 100% nei controlli non trattati.

I risultati di laboratorio mostrano cambiamenti in diversi processi

Propanc ha riferito che il PRP ha influenzato processi interconnessi che coinvolgono l’identità cellulare, la risposta ai farmaci, la riparazione del DNA, la sopravvivenza e la suscettibilità alla morte cellulare. La natura e l’entità di tali cambiamenti differivano tra i modelli wild-type e quelli resistenti alla chemioterapia, a conferma che la resistenza non era uniforme.

Lo studio ha valutato la crescita, la formazione di colonie, la migrazione, l’invasione e la suscettibilità alla morte cellulare. I risultati selezionati di seguito riguardano il trattamento con PRP nei modelli di laboratorio; non misurano la riduzione del tumore né la sopravvivenza dei pazienti.

Questi risultati forniscono una motivazione per ulteriori test, ma la riduzione della proliferazione o dell’invasione cellulare non dimostra che il trattamento sarà efficace o sicuro nelle persone.

Il primo studio sull’uomo resta una tappa programmata

L’amministratore delegato James Nathanielsz ha dichiarato che Propanc sta portando avanti lo sviluppo del PRP in vista di uno studio di Fase 1b first-in-human, rivolto a pazienti con tumori solidi in stadio avanzato, nel primo trimestre del 2027. Si tratta di una tempistica prevista dalla società, non della conferma che lo studio sia iniziato.

La società ha inoltre dichiarato che svolgerà attività di convalida in modelli clinicamente rilevanti per determinare se l’effetto di rimodellamento della resistenza possa tradursi in un beneficio terapeutico. Per la società biotecnologica australiana, l’annuncio rafforza la base scientifica del suo principale candidato senza risolvere le incertezze cliniche.

Conclusione

I prossimi passaggi di sviluppo indicati sono la convalida in modelli clinicamente rilevanti e il primo studio sull’uomo previsto per il primo trimestre del 2027. I risultati di laboratorio giustificano il proseguimento delle ricerche, mentre restano da accertare la sicurezza e i benefici per i pazienti.

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