Nel terzo trimestre del 2026, il volume rettificato dei trasferimenti di stablecoin ha superato i 891 miliardi di dollari, più che quadruplicando dai primi mesi del 2023, secondo una ricerca commissionata da Coinbase. L’aumento contrasta con una capitalizzazione di mercato delle stablecoin sostanzialmente stabile, mentre le evidenze dei test condotti dalle banche e dell’uso da parte delle imprese mostrano come l’adozione si stia sviluppando al di là del totale dei trasferimenti riportato in evidenza.
Punti chiave
- Dallo studio è emerso che il 73% del volume dei trasferimenti analizzato si è verificato al di fuori degli orari bancari statunitensi.
- I test bancari per il regolamento e il crescente uso transfrontaliero da parte delle imprese indicano un’adozione in corso, ma i test non dimostrano che la soluzione sia stata implementata su larga scala.
- L’aumento dell’attività di trasferimento non è coinciso con una crescita della capitalizzazione di mercato delle stablecoin nel confronto annuale citato.
Indice
- Dove stanno prendendo piede i trasferimenti di stablecoin
- Cosa vogliono i clienti dalle loro banche
- Perché l’aumento dell’attività non equivale a una crescita dell’offerta
- Cosa misurano effettivamente le proiezioni economiche
- Conclusione
Dove stanno prendendo piede i trasferimenti di stablecoin
La ricerca ha stimato che nel trimestre il volume rettificato dei trasferimenti superasse i 400 milioni di dollari all’ora. L’analisi delle tempistiche ha preso in esame notti, fine settimana e giorni festivi, mettendo in luce il ruolo delle reti di stablecoin quando le banche statunitensi non operano nei normali orari di servizio.
I risultati sull’adozione riguardano sia gli istituti finanziari sia le imprese, ma misurano fasi di utilizzo diverse. I test bancari riguardano il regolamento tramite stablecoin o depositi tokenizzati; il dato sulle società attive nei pagamenti transfrontalieri comprende sia gli utilizzatori sia le imprese che stanno ancora conducendo progetti pilota.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Grandi banche statunitensi | Sette delle 10 maggiori hanno testato stablecoin o depositi tokenizzati per il regolamento. |
| Società attive nei pagamenti transfrontalieri | Il 30% delle imprese di medie dimensioni che operano a livello transfrontaliero utilizza stablecoin o ne sta testando l’uso in progetti pilota, rispetto al 10% del 2024. |
| Pagamenti aziendali | Il volume dei pagamenti tra imprese è aumentato del 36% su base annua. |
Cosa vogliono i clienti dalle loro banche
Un sondaggio separato della National Cryptocurrency Association, pubblicato lunedì, ha esaminato l’interesse dei consumatori anziché l’attività di regolamento tra istituzioni. Ha rilevato che il 42% degli adulti statunitensi, pari a circa 112 milioni di persone, sarebbe più propenso ad aprire un conto presso una banca che offre servizi crypto o ad affidare a quell’istituto una quota maggiore delle proprie attività finanziarie.
L’interesse specifico per le stablecoin era più contenuto: il 18% desiderava acquistarle o utilizzarle tramite la propria banca principale o il proprio istituto finanziario di riferimento. La distinzione è importante, perché la domanda generale di servizi crypto non equivale alla domanda di accesso alle stablecoin.
Il sondaggio ha inoltre evidenziato una carenza di comunicazione. Il 64% degli intervistati ha dichiarato che una banca, una cooperativa di credito o un consulente finanziario non aveva mai affrontato il tema delle criptovalute, mentre il 43% non sapeva se la propria banca offrisse servizi crypto.
Perché l’aumento dell’attività non equivale a una crescita dell’offerta
Secondo i dati di DefiLlama, il 20 ottobre 2026 la capitalizzazione di mercato delle stablecoin era pari a 301,42 miliardi di dollari. Il dato era inferiore di circa lo 0,6% rispetto ai 303,14 miliardi di dollari registrati il 20 ottobre 2025.
Le due misure descrivono aspetti diversi: il volume dei trasferimenti rileva l’attività nell’arco di un periodo, mentre la capitalizzazione di mercato misura la dimensione del mercato in un determinato momento. L’aumento dei pagamenti riportato non va quindi interpretato come un’espansione equivalente dell’offerta di stablecoin.
Lo studio ha inoltre conteggiato 293 milioni di indirizzi blockchain che detengono stablecoin, un numero superiore a quello complessivo delle carte emesse da American Express e Discover. I ricercatori hanno precisato che gli indirizzi non corrispondono necessariamente a singoli utenti, limitando ciò che questo confronto può dimostrare in merito all’adozione.
Cosa misurano effettivamente le proiezioni economiche
La ricerca ha modellizzato uno scenario in cui le reti di stablecoin gestiscono l’80% delle transazioni internazionali. Sulla base di questa ipotesi, ha stimato un incremento annuo del PIL globale di 155 miliardi di dollari e lo sblocco di circa 3.000 miliardi di dollari di liquidità che le banche detengono attualmente a supporto dei pagamenti transfrontalieri.
Questi dati descrivono un’adozione ipotetica, non benefici già realizzati. I ricercatori hanno inoltre riconosciuto un possibile fattore di compensazione: un’adozione diffusa potrebbe ridurre i prestiti bancari, controbilanciando alcuni vantaggi derivanti da pagamenti più rapidi ed economici.
Conclusione
I risultati mostrano una maggiore attività di trasferimento e una più ampia sperimentazione da parte delle istituzioni, non una crescita uniforme secondo ogni indicatore di adozione. L’uso effettivo nei pagamenti, i test bancari, l’interesse dei consumatori e la capitalizzazione di mercato rappresentano segnali distinti e vanno valutati separatamente.
Leggi altre notizie
Disclaimer
Questo articolo di FinanceVelix fornisce informazioni generali e non costituisce una consulenza finanziaria, d’investimento, legale o fiscale personalizzata. I prezzi di mercato, i tassi d’interesse e le condizioni economiche possono cambiare; gli investimenti comportano un rischio di perdita. I fatti riflettono il materiale disponibile al momento della pubblicazione e possono cambiare. Verifica autonomamente le informazioni importanti e, se necessario, consulta un professionista qualificato. La menzione di un’attività, di una società o di un servizio non costituisce un’approvazione.




