Secondo la società Vault12, che offre servizi di backup dei wallet, il safe harbor proposto dalla SEC per i token crypto necessita di una scadenza per le obiezioni normative, se si vuole che contribuisca a ottenere quotazioni sugli exchange. In una lettera di commento presentata martedì, la società ha proposto che le notifiche di transizione conformi ai requisiti diventino definitive per l’autorità dopo 60 giorni senza obiezioni.

Punti chiave

  • Vault12 afferma che gli exchange che valutano VGT vogliono la garanzia che la SEC non ne contesti in seguito lo status.
  • Nel 2018 la società ha raccolto 17,45 milioni di dollari da 38 investitori, ma VGT non è mai stato negoziato su un exchange centralizzato.
  • La scadenza di 60 giorni proposta manterrebbe eccezioni in caso di frode o dichiarazioni materialmente inesatte.

Indice

Vault12 mette al centro la certezza per gli exchange

La comunicazione di Vault12 individua un ostacolo pratico per i progetti di token più datati: adempiere agli impegni dell’emittente potrebbe non bastare a convincere un exchange che la quotazione sia legalmente sicura. La società afferma che gli exchange contattati in merito a Vault Guardian Token, o VGT, volevano la garanzia che la SEC non stabilisse successivamente che il contratto di investimento originario fosse ancora valido.

Nel 2018 la società ha raccolto 17,45 milioni di dollari da 38 investitori tramite accordi per l’emissione futura di token. Afferma di aver da allora adempiuto a tutti gli impegni indicati nel suo white paper, oppure di avervi formalmente rinunciato; tuttavia, VGT non è mai stato negoziato su un exchange centralizzato.

Vault12 sostiene che la propria situazione corrisponda da vicino al percorso proposto per uscire dall’ambito della disciplina applicabile ai titoli. Nella sua lettera sostiene inoltre le preoccupazioni espresse dal gruppo di settore The Digital Chamber.

Cosa richiederebbe il safe harbor della SEC

Il safe harbor fa parte della Regulation Crypto Assets, una proposta pubblicata dalla SEC ad agosto. Il quadro normativo creerebbe esenzioni per la raccolta di capitali tramite token e una procedura condizionata per porre fine a un contratto di investimento associato a un token.

Gli emittenti che intendessero avvalersi di tale procedura dovrebbero completare o interrompere definitivamente gli essenziali sforzi manageriali promessi. Inoltre, non dovrebbero assumere nuovi impegni di questo tipo, né avere intenzione di farlo, e dovrebbero presentare una relazione di transizione, denominata Form TR, che illustri le motivazioni della loro conclusione.

Questi passaggi non eliminerebbero la possibilità di una successiva contestazione da parte della SEC. In base alla proposta, una certificazione inesatta potrebbe indurre l’autorità a concludere che il contratto di investimento non sia terminato e che continuino ad applicarsi i requisiti previsti dalla normativa sui titoli. Il safe harbor consentirebbe inoltre ad altre parti di sostenere che un token resti soggetto a un contratto di investimento o costituisca comunque un titolo.

Una scadenza proposta, non una tutela già adottata

Vault12 vuole che la SEC abbia 60 giorni per contestare una certificazione presentata correttamente. Trascorso tale periodo, la comunicazione diventerebbe definitiva per l’autorità, fatte salve eccezioni che includono frode o dichiarazioni materialmente inesatte.

La società presenta questa modifica come un modo per offrire agli exchange la certezza che, a suo dire, manca nella proposta attuale. La scadenza è una modifica richiesta da Vault12, non una tutela già adottata dalla SEC.

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