Il 23 ottobre American Express ha alzato le proprie previsioni sugli utili per l’intero 2026, dopo che la società di pagamenti ha registrato un aumento dei ricavi e dei profitti nel terzo trimestre. Il management prevede ora utili dichiarati compresi tra 18,30 e 18,60 dollari per azione, rispetto ai 17,30–17,90 dollari precedenti, mantenendo invariata al 10% la previsione di crescita annuale dei ricavi.

Punti chiave

  • American Express ha alzato la previsione dell’EPS dichiarato per l’intero anno, lasciando invariata la guidance sulla crescita dei ricavi.
  • L’EPS dichiarato del terzo trimestre è aumentato del 31%; l’EPS rettificato è cresciuto del 13%, escludendo una plusvalenza da cessione e un onere di ristrutturazione.
  • Le azioni hanno perso l’1,94% nelle contrattazioni pre-market, nonostante le prospettive sugli utili più elevate.

Indice

Le prospettive sugli utili di American Express distinguono tra profitto dichiarato e rettificato

Il comunicato sui risultati del terzo trimestre 2026 della società indica una guidance sull’EPS rettificato per l’intero anno compresa tra 17,60 e 17,90 dollari. Questa misura esclude la plusvalenza derivante dalla vendita della partecipazione azionaria in Global Business Travel Group, al netto di un onere di ristrutturazione, e si distingue quindi dalla più elevata fascia degli utili dichiarati.

Il presidente e amministratore delegato Stephen J. Squeri ha attribuito la revisione delle prospettive ai risultati ottenuti dall’inizio dell’anno. Ha citato la solidità della spesa con le carte, l’acquisizione di nuovi clienti e la fidelizzazione dei titolari di carte, insieme alla buona qualità del credito.

L’obiettivo invariato sui ricavi significa che l’aumento delle previsioni sugli utili non rappresenta una revisione al rialzo delle attese di crescita delle vendite. Gli investitori devono inoltre distinguere il beneficio derivante dalla vendita della partecipazione dalla crescita delle attività ordinarie.

Il 23 ottobre le azioni American Express venivano scambiate a 318,75 dollari nelle contrattazioni pre-market, in calo di 6,32 dollari, pari all’1,94%. Il solo andamento del prezzo non permette di stabilire perché gli investitori stessero vendendo.

VoceDettagli
Ricavi al netto degli oneri per interessi nei primi nove mesi58,606 miliardi di dollari, in aumento del 10% su base annua.
Utile netto nei primi nove mesi9,794 miliardi di dollari, in aumento del 17% su base annua.
EPS diluito dichiarato nei primi nove mesi14,22 dollari, in aumento del 20% su base annua.
EPS diluito rettificato nei primi nove mesi13,49 dollari, in aumento del 14% su base annua.

La plusvalenza da cessione sostiene il profitto dichiarato del terzo trimestre

Nel trimestre conclusosi il 30 settembre, l’utile netto è aumentato del 28%, raggiungendo 3,7 miliardi di dollari rispetto ai 2,9 miliardi di un anno prima. L’EPS diluito dichiarato è salito a 5,42 dollari da 4,14.

L’utile netto rettificato è stato pari a 3,2 miliardi di dollari, con un EPS rettificato di 4,68 dollari, in aumento del 13%. La rettifica esclude la plusvalenza ante imposte di 982 milioni di dollari sulla vendita della partecipazione in Global Business Travel Group e il relativo onere di ristrutturazione ante imposte di 336 milioni di dollari.

Anche un’aliquota fiscale più bassa ha sostenuto il profitto dichiarato. L’aliquota effettiva è scesa al 18,1% dal 24,1%, principalmente grazie a benefici fiscali specifici legati alla risoluzione di questioni fiscali relative a periodi precedenti. Questi fattori contribuiscono a spiegare perché gli utili dichiarati siano cresciuti molto più rapidamente di quelli rettificati.

La spesa con le carte sostiene i ricavi mentre diminuiscono gli accantonamenti per perdite su crediti

I ricavi del terzo trimestre al netto degli oneri per interessi hanno raggiunto 20,1 miliardi di dollari, in aumento del 9% su base annua. American Express ha attribuito l’incremento principalmente alla maggiore spesa dei titolari di carte, all’aumento del reddito netto da interessi sostenuto dalla crescita dei saldi delle carte e ai maggiori ricavi da commissioni sulle carte. Il volume degli acquisti è cresciuto dell’8%, raggiungendo 454 miliardi di dollari.

Gli accantonamenti per perdite su crediti sono scesi a 1,0 miliardi di dollari da 1,3 miliardi. Il rilascio di riserve, rispetto all’accantonamento di riserve di un anno prima, ha più che compensato l’aumento delle cancellazioni nette. Il tasso netto di cancellazione, calcolato solo sul capitale dei saldi delle carte per consumatori e piccole imprese, è tuttavia diminuito lievemente all’1,8% dall’1,9%.

Le spese sono aumentate del 9%, raggiungendo 14,5 miliardi di dollari: l’incremento dei costi per il coinvolgimento dei clienti, legato alla spesa e al rinnovo della U.S. Platinum Card, è stato parzialmente compensato dalla diminuzione delle spese operative.

Conclusione

I risultati del quarto trimestre determineranno se American Express raggiungerà la nuova fascia più elevata degli utili annuali e l’obiettivo invariato di crescita dei ricavi del 10%. La distinzione fondamentale resta quella tra la quota della crescita dei profitti derivante dalle attività ordinarie e quella legata alla vendita della partecipazione e ai benefici fiscali.

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