Le prospettive sui tassi della BOJ sono rimaste orientate verso un ulteriore inasprimento dopo che il vicegovernatore Ryozo Himino ha dichiarato al parlamento il 21 ottobre 2026 che l’inflazione di fondo del Giappone si stava avvicinando all’obiettivo del 2% della banca centrale. Ha affermato che le condizioni finanziarie restavano accomodanti nonostante l’aumento dei tassi di interesse di settembre, sostenendo la necessità di ulteriori aggiustamenti senza annunciare un altro rialzo.
Punti chiave
- Himino ha affermato che l’inflazione di fondo era vicina all’obiettivo, mentre le aspettative di inflazione a medio e lungo termine continuavano a salire.
- I bassi costi di finanziamento al netto dell’inflazione e la forte crescita dei prestiti bancari suggerivano che il rialzo di settembre non aveva eliminato il sostegno monetario.
- Le sue dichiarazioni sostenevano un ulteriore inasprimento, ma non specificavano tempi o entità di un altro aumento dei tassi.
Indice
- Le prospettive sui tassi della BOJ poggiano su un’inflazione persistente
- Le condizioni di finanziamento restano accomodanti dopo il rialzo di settembre
- I costi dei carburanti e gli investimenti nell’IA alimentano le pressioni sui prezzi
- Conclusione
Le prospettive sui tassi della BOJ poggiano su un’inflazione persistente
Himino ha affermato che l’inflazione di fondo probabilmente convergerà verso livelli coerenti con l’obiettivo della BOJ, con l’aumento delle aspettative di inflazione a medio e lungo termine. La sua valutazione riguardava la persistenza delle pressioni sui prezzi, non annunciava che l’obiettivo fosse già stato raggiunto in modo duraturo.
L’obiettivo di stabilità dei prezzi della BOJ definisce il traguardo come un aumento annuo del 2% dell’indice dei prezzi al consumo. Istituito nel gennaio 2013, questo quadro fornisce il parametro di riferimento per la politica monetaria; le dichiarazioni di Himino di ottobre descrivevano la sua valutazione dei progressi del Giappone verso tale obiettivo.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Data delle dichiarazioni | 21 ottobre 2026, in parlamento |
| Relatore | Ryozo Himino, vicegovernatore della Bank of Japan |
| Ultimo rialzo citato | Settembre 2026 |
| Ulteriore rialzo | Nelle dichiarazioni non sono stati indicati tempi o entità |
Le condizioni di finanziamento restano accomodanti dopo il rialzo di settembre
Himino ha citato i bassi costi reali di finanziamento e la continua forte crescita dei prestiti bancari come prova del fatto che le condizioni finanziarie restavano accomodanti dopo l’aumento dei tassi deciso dalla BOJ nel settembre 2026. In pratica, un aumento dei tassi non implica necessariamente che la politica monetaria sia diventata restrittiva se i costi di finanziamento al netto dell’inflazione restano bassi.
Ha avvertito che ritardare gli aggiustamenti necessari al sostegno monetario potrebbe consentire il materializzarsi dei rischi inflazionistici e, in ultima analisi, danneggiare l’economia nel lungo periodo. Tale avvertimento ha rafforzato l’argomento a favore di un’ulteriore normalizzazione, ma non costituiva un impegno a seguire un calendario specifico per la politica monetaria.
I costi dei carburanti e gli investimenti nell’IA alimentano le pressioni sui prezzi
Himino ha indicato l’aumento dei costi di carburanti e materie prime come fonti di rincaro. Ha inoltre affermato che la forte domanda globale di intelligenza artificiale stava sostenendo le esportazioni e gli investimenti in conto capitale del Giappone, aggiungendo un’ulteriore fonte di pressioni inflazionistiche.
Questi canali sono importanti per ragioni diverse: l’aumento dei costi degli input fa salire le spese delle imprese, mentre la domanda di esportazioni e investimenti sostiene l’attività economica. La questione per la politica monetaria è se l’inflazione diventi sufficientemente persistente da giustificare una riduzione del sostegno monetario, non se un singolo aumento dei costi richieda una risposta sui tassi.
Conclusione
Le dichiarazioni di Himino hanno mantenuto in prospettiva ulteriori rialzi dei tassi, lasciandone aperti i tempi. La prossima decisione di politica monetaria della BOJ mostrerà se la banca centrale ritiene che l’inflazione e le condizioni economiche siano abbastanza solide da giustificare un altro intervento.
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