La classificazione delle materie prime digitali dovrebbe essere inserita direttamente nelle norme proposte dalla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti sulle criptovalute, hanno sostenuto sei organizzazioni blockchain in una lettera congiunta datata 20 ottobre. I gruppi vogliono che il quadro normativo tratti formalmente le materie prime digitali come attività diverse dai titoli finanziari, anziché lasciare tale distinzione a linee guida interpretative.

Punti chiave

  • Chainlink Labs e la Cardano Foundation si sono unite ad altre quattro organizzazioni blockchain nella presentazione.
  • I gruppi sostengono che le sole linee guida interpretative lasciano sviluppatori e operatori di mercato esposti all’incertezza giuridica.
  • La loro lettera chiede inoltre chiarezza sulle transazioni nei mercati secondari, sullo staking e su altre attività delle reti decentralizzate.

Indice

La classificazione delle materie prime digitali è la richiesta centrale della lettera

La presentazione riunisce Chainlink Labs, la Cardano Foundation, Hedera, Aptos Labs, Ava Labs e la Stellar Development Foundation. La loro richiesta riguarda ciò che il quadro proposto, denominato Regulation Crypto Assets, stabilisce esplicitamente in merito al confine tra materie prime digitali e titoli finanziari.

Le organizzazioni sostengono che l’interpretazione attuale della SEC riconosce già le materie prime digitali come una categoria distinta, ma che le norme proposte non riflettono espressamente tale distinzione. A loro avviso, affidarsi a linee guida senza integrare la classificazione nelle norme lascia incerto quali requisiti applicabili ai titoli finanziari si applichino agli sviluppatori e agli altri operatori di mercato.

Le questioni relative a negoziazione e staking vanno oltre la classificazione

La lettera chiede inoltre alla SEC di chiarire come si applichino le leggi sui titoli finanziari quando gli asset digitali vengono negoziati nei mercati secondari. Chiede ulteriori spiegazioni sul trattamento dello staking e di altre attività associate alle reti blockchain decentralizzate.

La presentazione congiunta è arrivata alla chiusura della consultazione pubblica, martedì 20 ottobre. Introdotto ad agosto, il quadro proposto ha raccolto circa 140 commenti nell’arco di 60 giorni, con operatori del settore e studiosi di diritto che hanno espresso opinioni divergenti sulle esenzioni per le offerte di criptovalute e su un’esenzione condizionata da responsabilità per determinati token.

Conclusione

Le sei organizzazioni chiedono una distinzione normativa esplicita, non riferiscono l’adozione di una modifica. La loro presentazione sottopone alla SEC il trattamento delle materie prime digitali, degli scambi sul mercato secondario e dello staking, mentre l’autorità valuta il quadro proposto.

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