La Cardano Foundation ha invitato l’Unione europea a evitare l’introduzione di normative autonome per la finanza decentralizzata e lo staking, mentre le autorità di regolamentazione valutano un’estensione del MiCA. La fondazione vuole che le leggi finanziarie esistenti siano applicate in base alle funzioni e ai rischi di ciascuna attività, distinguendo chiaramente la partecipazione diretta alla rete dai servizi forniti da intermediari.

Punti chiave

  • La fondazione sostiene che la regolamentazione dovrebbe dipendere dalle funzioni finanziarie e dai rischi, non dalla tecnologia utilizzata.
  • Secondo la fondazione, la delega diretta di ADA è diversa dallo staking tramite intermediari, perché gli utenti mantengono la custodia e non vincolano i propri token.
  • A settembre l’ESMA ha raccomandato ulteriori misure di tutela, ma tali raccomandazioni non sono norme in vigore.

Indice

L’espansione del MiCA solleva la questione di chi controlla gli asset

La fondazione ha illustrato la propria posizione in una memoria di 19 pagine inviata alla Commissione europea il 30 settembre e riassunta in un post sul blog pubblicato mercoledì 21 ottobre. La sua richiesta principale è distinguere le persone che partecipano direttamente alle reti decentralizzate dalle imprese che forniscono servizi finanziari, soprattutto quando tali imprese detengono o controllano gli asset dei clienti.

Il modello di staking di Cardano è l’esempio citato dalla fondazione. I titolari possono delegare ADA per contribuire alla sicurezza della rete, mantenendo la custodia dei token e senza vincolarli. Secondo la fondazione, questo meccanismo non dovrebbe ricevere lo stesso trattamento normativo dello staking offerto tramite un intermediario.

La fondazione chiede confini più chiari tra le leggi esistenti

La memoria chiede inoltre di definire con maggiore chiarezza i confini tra il regolamento sui mercati delle cripto-attività, noto come MiCA, e le altre normative finanziarie. La fondazione ha avvertito che obblighi sovrapposti e interpretazioni divergenti tra gli Stati membri dell’UE potrebbero lasciare le imprese di criptovalute nell’incertezza su quali requisiti siano applicabili.

Questa posizione si inserisce nel momento in cui le autorità di regolamentazione europee valutano un ampliamento della vigilanza. A settembre, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha raccomandato ulteriori misure di tutela per staking, prestito e assunzione di prestiti, oltre a una nuova categoria di servizi regolamentati per le società che offrono accesso ai protocolli DeFi. Queste raccomandazioni e la memoria della fondazione esprimono posizioni nel dibattito normativo, non modifiche già approvate della legislazione dell’UE.

Conclusione

La richiesta della fondazione si concentra sulle distinzioni normative: valutare la funzione di un servizio e chi controlla gli asset, anziché trattare allo stesso modo tutte le attività DeFi e di staking. Le autorità dell’UE stanno ancora valutando come sviluppare la vigilanza.

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