Nel terzo trimestre del 2026, gli utili di Swedbank sono aumentati del 15% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 8,249 miliardi di SEK, grazie alle riprese delle rettifiche di valore su crediti e alla crescita dei proventi netti da interessi e commissioni. I risultati, annunciati il 22 ottobre, sono stati accompagnati anche dalle approvazioni dei modelli di rischio di credito, che secondo la dirigenza dovrebbero rafforzare il buffer di capitale della banca nei due trimestri successivi.
Principali punti
- Il profitto trimestrale è aumentato nonostante un calo dell’1% dei proventi totali.
- Le riprese delle rettifiche di valore su crediti hanno sostenuto gli utili, mentre i costi straordinari hanno pesato sui rendimenti dichiarati.
- Si prevede che le approvazioni dei modelli di rischio aumentino il margine di capitale, ma non è stata annunciata alcuna distribuzione aggiuntiva.
Indice
- Gli utili di Swedbank migliorano nonostante il calo dei proventi totali
- Le riprese su crediti sostengono il profitto, mentre persistono i costi eccezionali
- Le approvazioni dei modelli creano un margine di capitale atteso
- La crescita dei mutui è sotto pressione per le tempistiche dei costi di finanziamento
- Conclusione
Gli utili di Swedbank migliorano nonostante il calo dei proventi totali
La comunicazione dei risultati del terzo trimestre di Swedbank ha mostrato un aumento del 3% dei proventi netti da interessi rispetto al secondo trimestre, a 11,568 miliardi di SEK, e una crescita del 5% dei proventi netti da commissioni, a 4,704 miliardi di SEK. L’elevata attività della clientela ha sostenuto entrambi i flussi di reddito.
Questi incrementi non si sono tradotti in una crescita dei proventi totali. Gli utili e le perdite netti su attività finanziarie sono diminuiti del 43%, mentre gli altri proventi sono calati del 15%. Le rivalutazioni negative hanno inciso sul risultato della tesoreria e anche le maggiori richieste di risarcimento assicurativo legate alle inondazioni hanno pesato sugli altri proventi.
La riduzione delle spese e il passaggio dagli oneri per rettifiche di valore su crediti alle riprese hanno contribuito alla crescita del profitto nonostante il calo dei ricavi. Il miglioramento rispetto al trimestre precedente contrasta inoltre con il risultato su un periodo più lungo: il profitto da gennaio a settembre è stato pari a 22,789 miliardi di SEK, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Utile diluito per azione | 7,30 SEK nel terzo trimestre 2026, contro 6,37 SEK nel secondo trimestre |
| Spese totali | 7,417 miliardi di SEK, in calo del 6% rispetto al trimestre precedente |
| Rapporto costi/ricavi dichiarato | 0,41, contro 0,43 nel secondo trimestre |
| Rapporto costi/ricavi rettificato | 0,37, contro 0,39 nel secondo trimestre |
| Coefficiente patrimoniale CET1 | 17,2%, contro 17,4% nel secondo trimestre |
Le riprese su crediti sostengono il profitto, mentre persistono i costi eccezionali
La banca ha registrato riprese nette delle rettifiche di valore su crediti per 701 milioni di SEK, rispetto agli oneri per 313 milioni di SEK del secondo trimestre. Le riprese riflettevano il miglioramento delle prospettive macroeconomiche e la riduzione del rischio presso EnterCard.
Il CFO Joon Lidefelt ha dichiarato che le previsioni migliorate sono state recepite nei modelli di impairment, mentre alcuni scenari avversi precedentemente accantonati non si sono concretizzati. Hanno contribuito anche minori rettifiche successive al modello. Queste riprese hanno sostenuto gli utili del periodo, ma sono distinte dai ricorrenti proventi da interessi e commissioni.
I costi straordinari sono ammontati a 673 milioni di SEK, compresi 483 milioni di SEK per un accordo transattivo con DFS. Il rendimento del capitale proprio dichiarato è stato del 15,6%, rispetto al 16,0% rettificato. La dirigenza ha confermato l’obiettivo di un rendimento del capitale proprio sostenibile pari ad almeno il 15%, sostenuto da un rapporto costi/ricavi pari o inferiore a 0,40.
Le approvazioni dei modelli creano un margine di capitale atteso
Si prevede che le approvazioni dei modelli di rischio di credito di Swedbank relativi ai mutui svedesi e al credito alle imprese baltiche migliorino il buffer di capitale di circa 60 punti base nell’arco di due trimestri. Si tratta di un beneficio regolamentare previsto, non di un incremento già interamente riflesso nei dati del terzo trimestre.
Lidefelt ha dichiarato che nel terzo trimestre il requisito patrimoniale Common Equity Tier 1 era pari al 15,1%, dopo un aumento di 23 punti base, e che si prevedeva una riduzione al 14,1% nel quarto trimestre. Anche le variazioni delle attività ponderate per il rischio incidono sul buffer finale, quindi la diminuzione del requisito non si traduce in modo direttamente proporzionale in un margine aggiuntivo.
L’amministratore delegato Jens Henriksson ha dichiarato che Swedbank punta al punto medio dell’intervallo del proprio buffer, compreso tra 100 e 300 punti base, e che «non intende detenere più capitale del necessario». La politica dei dividendi resta compresa tra il 60% e il 70%, ma qualsiasi distribuzione superiore a tale intervallo resta una decisione del consiglio di amministrazione, non un impegno.
La crescita dei mutui è sotto pressione per le tempistiche dei costi di finanziamento
Swedbank ha dichiarato che i volumi dei mutui svedesi sono cresciuti più rapidamente del mercato, mentre quelli dei mutui nei Paesi baltici sono aumentati del 6%. La dirigenza ha confermato che la crescita dei prestiti continuerà a essere soggetta a criteri di credito prudenti, senza variazioni previste nell’appetito per il rischio.
I costi di finanziamento sono aumentati con la crescita dei tassi di mercato e dei volumi di finanziamento, e alcune spese sono emerse prima che le attività della clientela fossero rivalutate. Lidefelt ha descritto questo fenomeno come un effetto temporale e ha affermato che, a parità di bilancio, occorrono circa tre mesi perché le variazioni dei tassi si riflettano sul portafoglio di finanziamento.
I depositi in Svezia sono diminuiti dell’1,5% nel trimestre. La dirigenza ha attribuito il movimento principalmente alla stagionalità e ai flussi istituzionali, descrivendo la concorrenza sui depositi come intensa ma invariata nel periodo.
Conclusione
Il prossimo momento programmato per una decisione sulla distribuzione del capitale coinciderà con la proposta di dividendo del consiglio di amministrazione, insieme alla pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio. L’aggiornamento mostrerà anche in che misura la prima fase delle modifiche patrimoniali legate ai modelli si sarà riflessa nel buffer di Swedbank.
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