Le azioni Kering sono scese di quasi l’11% il 23 ottobre 2026, dopo un aggiornamento sulle vendite del terzo trimestre che ha evidenziato la persistente debolezza di Gucci. I ricavi del marchio di punta sono diminuiti del 6% su base comparabile, mentre i ricavi complessivi del gruppo del lusso hanno registrato una flessione dell’1%, mettendo in luce il divario tra la ripresa di Gucci e la crescita delle altre attività del portafoglio.
Punti chiave
- Le vendite retail di Gucci nei negozi a gestione diretta sono diminuite del 9% su base comparabile, con il traffico dei clienti che continua a rappresentare il principale ostacolo.
- La crescita degli altri marchi ha aiutato Kering a mantenere stabili i ricavi trimestrali dichiarati a 3,345 miliardi di euro.
- Kering ha confermato l’obiettivo di migliorare il margine operativo ricorrente nel 2026 e ha aumentato il numero previsto di chiusure nette di negozi.
Indice
- Le azioni Kering arretrano mentre Gucci resta la priorità per la ripresa
- La debolezza del retail di Gucci supera la crescita del canale wholesale
- La crescita del portafoglio e le chiusure di negozi sostengono l’obiettivo sui margini
- Conclusione
Le azioni Kering arretrano mentre Gucci resta la priorità per la ripresa
L’annuncio dei ricavi di Kering per il terzo trimestre 2026, pubblicato il 22 ottobre, ha indicato per Gucci vendite pari a 1,291 miliardi di euro, in calo del 4% a dati dichiarati. Le vendite comparabili, che escludono gli effetti valutari e di perimetro, hanno registrato una contrazione più marcata.
Gucci ha rappresentato circa il 39% dei ricavi trimestrali del gruppo. La sua performance continua quindi a influenzare in misura significativa le vendite complessive di Kering, anche mentre diverse altre attività crescono.
L’amministratore delegato Luca de Meo ha descritto la ripresa di Gucci come la priorità che definisce l’azione del gruppo e ha affermato che la trasformazione di Kering richiederà più stagioni. Il calo del titolo è seguito all’aggiornamento, ma i dati disponibili non consentono di stabilire l’entità di un eventuale scostamento rispetto alle attese degli analisti.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Primi nove mesi del 2026 | Ricavi del gruppo pari a 10,565 miliardi di euro; in calo del 2% a dati dichiarati e stabili su base comparabile. |
| Vendite retail del gruppo nel terzo trimestre | In calo del 3% su base comparabile, incluso l’e-commerce. |
| Kering Jewelry nel terzo trimestre | Ricavi pari a 239 milioni di euro; in crescita dell’11% su base comparabile. |
| Kering Eyewear nel terzo trimestre | Ricavi pari a 373 milioni di euro; in crescita del 4% su base comparabile. |
La debolezza del retail di Gucci supera la crescita del canale wholesale
Kering ha dichiarato che il calo del traffico dei clienti continua a essere il principale ostacolo per Gucci. Il Nord America è stato il mercato più resiliente, mentre il minore afflusso di clienti ha pesato sull’Asia-Pacifico, in particolare sulla Cina continentale, e sul Giappone.
Con l’arrivo delle nuove collezioni nei negozi sono migliorati il tasso di conversione, il prezzo medio e il valore medio delle transazioni. Questi progressi non sono bastati a compensare la pressione sulle vendite retail nei negozi a gestione diretta, che includono l’e-commerce.
I ricavi wholesale di Gucci sono aumentati del 45% su base comparabile, raggiungendo 120 milioni di euro e rappresentando il 9% delle vendite trimestrali. Kering ha attribuito l’incremento a una base di confronto contenuta e agli effetti del portafoglio ordini con l’arrivo delle nuove collezioni. La quota ridotta del wholesale nell’attività di Gucci aiuta a spiegare perché la forte crescita di questo canale non abbia invertito la flessione complessiva.
L’azienda sta rivedendo l’assortimento di prodotti, la struttura dei prezzi e la qualità di Gucci, con particolare attenzione alle borse. L’abbigliamento prêt-à-porter e le calzature restano aree di intervento.
La crescita del portafoglio e le chiusure di negozi sostengono l’obiettivo sui margini
Al di fuori di Gucci, le vendite retail comparabili del segmento Fashion & Leather Goods di Kering sono aumentate del 2%, sostenute da Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni. Anche gioielleria e occhialeria hanno registrato una crescita, compensando in parte la debolezza di Gucci.
Per il gruppo, i ricavi trimestrali dichiarati hanno beneficiato di un effetto valutario positivo pari a un punto percentuale. Questo spiega perché le vendite siano rimaste stabili a dati dichiarati nonostante la flessione su base comparabile.
Kering ha mantenuto l’obiettivo di migliorare il margine operativo ricorrente nel 2026, facendo leva su misure di efficienza e continuando al contempo a investire nei propri marchi. Si tratta di un obiettivo della dirigenza, non di un risultato consuntivo per l’intero anno.
Nei primi nove mesi il gruppo ha completato 105 chiusure nette di negozi, superando il precedente obiettivo di 100 per l’intero anno. Ora prevede almeno 125 chiusure nette nel 2026.
Conclusione
La prossima prova per Kering sarà capire se i cambiamenti ai prodotti di Gucci potranno tradursi in vendite retail più solide, mentre il gruppo completa il piano ampliato di chiusure dei negozi. La conferma dell’obiettivo sui margini per il 2026 rende l’efficienza dei costi e l’esecuzione centrali per il resto dell’anno.
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