Giovedì 22 ottobre, nelle prime ore della giornata, le obbligazioni indiane sono rimaste pressoché invariate, con il rendimento di riferimento vicino al 7,45%, dopo che i verbali della riunione di politica monetaria della Reserve Bank of India hanno indicato che potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione.

Punti chiave

  • Il titolo di riferimento al 6,94% con scadenza 2036 rendeva il 7,4474% alle 10:00 IST, rispetto al 7,4427% della chiusura precedente.
  • All’inizio di questo mese la RBI ha portato il tasso repo al 5,50% ed è passata da un orientamento neutrale a una stretta graduale.
  • Nomura prevede un aumento di 25 punti base a dicembre, mentre i prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari alimentano i timori sull’inflazione.

Indice

Pausa delle obbligazioni indiane dopo un prolungato aumento dei rendimenti

Il modesto movimento iniziale è seguito a un aumento di 69 punti base del rendimento di riferimento nelle ultime 10 settimane. I rendimenti obbligazionari si muovono in modo inverso rispetto ai prezzi.

I tassi degli swap indicizzati overnight hanno registrato andamenti contrastanti. Il tasso a un anno è sceso leggermente al 6,57%, quello a due anni è salito al 6,67% e il più liquido tasso a cinque anni è rimasto pressoché invariato all’6,83%.

Le aspettative sui tassi di dicembre restano al centro dell’attenzione

L’aumento deciso dalla RBI all’inizio di questo mese è stato il primo in quasi quattro anni. Dai verbali dell’ultima riunione di politica monetaria è emerso che i membri del comitato che fissa i tassi ritenevano possibile la necessità di un ulteriore inasprimento.

Nomura ha affermato che le recenti dichiarazioni del governatore Sanjay Malhotra, secondo cui il sostegno della politica monetaria ai tassi d’interesse potrebbe sostenere la valuta, hanno alimentato le aspettative del mercato per un rialzo di entità superiore a dicembre. La società ha tuttavia mantenuto la previsione di un aumento di 25 punti base quel mese, seguito da una pausa prolungata, lasciando aperta la possibilità di un intervento alla riunione di febbraio.

I costi di energia e alimentari alimentano i timori sull’inflazione

L’aumento dei prezzi del petrolio nel contesto dell’intensificarsi della guerra in Medio Oriente, insieme a un monsone insufficiente e all’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari, ha alimentato le aspettative che il principale indicatore dell’inflazione in India possa superare il 6% a ottobre. Si tratta del limite superiore della fascia di tolleranza fissata dalla banca centrale per il proprio obiettivo.

Il Brent è rimasto sopra i 110 dollari al barile, mentre ulteriori attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno spinto gli Stati Uniti a ordinare ad alcuni diplomatici di lasciare le proprie sedi nel regno.

L’India importa quasi il 90% del proprio fabbisogno energetico, perciò prezzi persistentemente elevati rappresentano un rischio per l’inflazione, la rupia e i conti pubblici.

Conclusione

Il rendimento di riferimento è rimasto vicino alla chiusura precedente nonostante i segnali di un ulteriore inasprimento. Le aspettative sulle decisioni di dicembre restano al centro dell’attenzione, mentre i costi di energia e alimentari accrescono le pressioni inflazionistiche.

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