Falle di sicurezza in PHP con punteggi di gravità pari a 9,2 hanno spinto SlowMist, società specializzata nella sicurezza blockchain, a esortare gli exchange di criptovalute, le piattaforme di finanza decentralizzata e i fornitori di wallet a controllare la propria infrastruttura e installare aggiornamenti urgenti. Il 21 ottobre 2026 gli sviluppatori di PHP hanno rilasciato patch per due vulnerabilità che potrebbero consentire ad aggressori non autenticati di eseguire codice da remoto sui server interessati.
Punti chiave
- PHP ha rilasciato quattro versioni aggiornate per correggere due vulnerabilità, entrambe valutate 9,2 secondo la versione 4.0 del CVSS.
- SlowMist ha esortato le società crypto a verificare l’esposizione a PHP su siti web, interfacce e infrastrutture di supporto.
- Gli attacchi dimostrati non attestano compromissioni diffuse o perdite presso i principali exchange di criptovalute o protocolli DeFi.
Indice
- Le falle di sicurezza in PHP mettono in primo piano i server esposti
- Gli aggiornamenti urgenti riguardano quattro versioni di PHP
- Gli avvisi internazionali distinguono l’esposizione dalle perdite confermate
- Conclusione
Le falle di sicurezza in PHP mettono in primo piano i server esposti
Per le società di criptovalute, la preoccupazione immediata riguarda la loro infrastruttura web tradizionale. A seconda della configurazione della piattaforma, un backend PHP compromesso potrebbe esporre informazioni sui clienti, interfacce amministrative, sistemi di autenticazione o credenziali operative.
SlowMist ha esortato exchange, progetti DeFi e fornitori di wallet a individuare le installazioni interessate e applicare le patch ufficiali. Secondo quanto riferito, dopo la divulgazione delle vulnerabilità la società ha utilizzato il proprio sistema di monitoraggio MistEye per esaminare l’esposizione legata a PHP nell’infrastruttura delle criptovalute.
Il rischio non significa che un server PHP compromesso dia automaticamente a un aggressore accesso a chiavi private, smart contract o asset dei clienti. Le conseguenze dipendono dai collegamenti con i sistemi sensibili e dai privilegi che l’aggressore riesce a ottenere.
Gli aggiornamenti urgenti riguardano quattro versioni di PHP
Le due vulnerabilità, CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619, hanno ricevuto entrambe un punteggio di gravità pari a 9,2 secondo la versione 4.0 del Common Vulnerability Scoring System. Gli sviluppatori di PHP le hanno corrette nelle versioni 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35. Anche le versioni precedenti, comprese quelle non più supportate, potrebbero essere vulnerabili e richiedere la migrazione a software sottoposto a manutenzione.
CVE-2026-109618 riguarda una corruzione della memoria associata alla gestione dell’esaurimento della memoria durante la pulizia delle richieste. CVE-2026-109619 concerne lo stato globale che conserva riferimenti a memoria di richieste precedenti, situazione che potrebbe consentire lo sfruttamento quando tale memoria viene riutilizzata. Entrambe possono permettere l’esecuzione di codice da remoto in configurazioni vulnerabili.
Il progetto PHP ha indicato come potenzialmente esposte le installazioni accessibili da Internet che utilizzano PHP-FPM, Apache mod_php, php-cgi, FrankenPHP e LiteSpeed. Apache mod_php ha suscitato particolare preoccupazione perché i ricercatori hanno dimostrato un attacco in grado di eseguire codice prima che il codice a livello applicativo inizi a elaborare una richiesta.
Gli aggiornamenti urgenti sono stati rilasciati dopo avvisi anticipati e segnalazioni secondo cui dettagli tecnici erano circolati prima della divulgazione prevista. Il team di sicurezza di PHP ha esortato ad aggiornare immediatamente, avvertendo che le misure di mitigazione alternative non possono garantire una protezione completa.
Gli avvisi internazionali distinguono l’esposizione dalle perdite confermate
ENISA, CERT-EU e il Centro europeo per la criminalità informatica di Europol hanno consigliato congiuntamente alle organizzazioni di individuare i sistemi interessati e installare gli aggiornamenti. Il National Cyber Security Centre del Regno Unito ha raccomandato di dare priorità ai sistemi esposti e di valutare la possibilità di spegnerli temporaneamente qualora non fosse possibile intervenire subito.
Anche le autorità per la cybersicurezza australiane e canadesi hanno diramato avvisi. I ricercatori hanno riprodotto gli attacchi e informazioni sugli exploit sono circolate pubblicamente, ma le prove disponibili non attestano perdite presso i principali exchange di criptovalute o protocolli DeFi direttamente riconducibili a queste vulnerabilità.
Per gli operatori interessati, le priorità indicate sono individuare le installazioni PHP, eseguire l’aggiornamento a versioni supportate e corrette e verificare i sistemi per rilevare eventuali segnali di accesso non autorizzato.
Conclusione
Gli avvisi si concentrano sull’applicazione delle patch all’infrastruttura PHP esposta e sulla verifica di eventuali attività non autorizzate. Per le piattaforme crypto, la distinzione resta importante: i server web sfruttabili rappresentano un rischio serio, ma non costituiscono prova di perdite di asset confermate.
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