I wallet collegati all’exploit di Drift hanno depositato 44.510 Ether, per un valore di circa 109 milioni di dollari, in Tornado Cash il 20–21 ottobre 2026, secondo quanto riportato dal tracker blockchain Onchain Lens. I trasferimenti hanno fatto transitare attraverso il mixer di criptovalute asset rubati in precedenza; non rappresentano nuove perdite per gli utenti né vendite di ETH confermate.
Punti chiave
- I trasferimenti effettuati nell’arco di due giorni equivalevano a circa il 37% delle perdite dichiarate da Drift per l’attacco di aprile.
- I wallet dell’autore dell’exploit etichettati da Arkham detenevano ancora, secondo quanto riferito, 56.569 ETH, per un valore di circa 138 milioni di dollari.
- Il risarcimento tramite DFX dipende dal trasferimento degli asset al fondo di recupero, non dai saldi attribuiti all’autore dell’attacco.
Indice
- I trasferimenti legati all’exploit di Drift ampliano l’attività di mixing
- Il risarcimento degli utenti dipende da un fondo di recupero separato
- I saldi dei wallet non sono fondi disponibili per il risarcimento
- Conclusione
I trasferimenti legati all’exploit di Drift ampliano l’attività di mixing
Onchain Lens ha segnalato depositi per circa 25.710 ETH il 20 ottobre, seguiti da altri 18.800 ETH, per un valore di circa 46 milioni di dollari, il 21 ottobre. L’attività è ripresa dopo circa due mesi di inattività.
A luglio, un indirizzo associato all’exploit aveva inoltre trasferito 23.095 ETH a Tornado Cash. Nel complesso, i depositi segnalati a luglio e ottobre ammontano a circa 67.605 ETH. I rispettivi valori in dollari alle date dei trasferimenti non sono direttamente confrontabili, poiché il prezzo di ETH è cambiato.
Tornado Cash oscura il collegamento pubblico tra i depositi e i successivi prelievi, complicando il tracciamento dei fondi. L’uso del mixer, di per sé, non dimostra che gli asset siano stati venduti, convertiti in contanti o sottratti in modo permanente alla portata degli investigatori.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Offerta fissa di DFX | 299,500,810.998 token; non è possibile coniare altri DFX. |
| Calcolo del rimborso | Saldo del fondo di recupero diviso per l’offerta di DFX in circolazione. |
| Programma di finanziamento tramite ricavi | Giornaliero alle 00:00 UTC. |
| Scadenza per la richiesta | 00:00 UTC del 1° gennaio 2028; i DFX non richiesti saranno bruciati. |
Il risarcimento degli utenti dipende da un fondo di recupero separato
Drift ha dichiarato perdite degli utenti per circa 295,4 milioni di dollari in seguito all’attacco del 1° aprile 2026 al suo exchange decentralizzato basato su Solana. L’indagine condotta insieme alla società di cybersicurezza Mandiant ha attribuito l’attacco a UNC6862, un gruppo di minaccia nordcoreano. Si tratta di un’attribuzione forense, non di una condanna penale che identifichi i gestori dei wallet.
L’annuncio di Drift sulle richieste e sui rimborsi in DFX ha avviato il processo di risarcimento il 1° ottobre. Gli utenti ricevono un DFX per ogni USDT perso e verificato e possono bruciare i token per ottenere USDT dal fondo di recupero.
Al lancio, il fondo conteneva circa 3,1 milioni di USDT e offriva circa 0,0104 USDT per DFX, ovvero all’incirca un centesimo per ogni dollaro di perdita verificata. Si tratta dei valori al lancio, non di un valore di rimborso confermato al 21 ottobre.
La Drift Foundation aveva precedentemente reso noto che erano stati congelati asset rubati per circa 9,2 milioni di dollari. Prima della loro restituzione sono necessarie procedure legali e delle forze dell’ordine; pertanto, i fondi congelati non possono ancora essere considerati risarcimenti restituiti agli utenti.
I saldi dei wallet non sono fondi disponibili per il risarcimento
I circa 138 milioni di dollari in ETH che, secondo quanto riferito, restavano nei wallet collegati all’autore dell’attacco costituiscono un saldo monitorabile dagli investigatori, non denaro disponibile per i rimborsi in DFX.
Drift ha inoltre delineato impegni fino a 127,5 milioni di USDT da parte di Tether e fino a 20 milioni di USDT da parte di partner strategici. Questi fondi seguono modalità di finanziamento diverse e non dovrebbero essere conteggiati come liquidità già presente nel fondo di recupero.
Un canale di finanziamento separato è rappresentato dall’attività di trading di Velocity. In base al meccanismo pubblicato, dal 60% al 90% dei ricavi netti giornalieri del protocollo confluisce nel fondo, con ciascuna aliquota applicata alla rispettiva fascia di ricavi. Sono i depositi effettivi, non gli impegni né i valori dei wallet monitorati, a determinare i fondi che sostengono i rimborsi.
Conclusione
Il prossimo versamento programmato nel fondo di recupero avviene ogni giorno alle 00:00 UTC. I depositi confermati e gli eventuali asset restituiti per via legale offriranno prove più solide dei progressi nei risarcimenti rispetto a ulteriori trasferimenti tra wallet collegati all’autore dell’attacco.
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