I negoziati sull’accordo commerciale India-USA sono passati a una fase di messa a punto, dopo la conclusione della maggior parte dei colloqui, ha dichiarato il ministro del Commercio e dell’Industria Piyush Goyal il 26 ottobre 2026. Le sue dichiarazioni segnalano progressi verso un accordo proposto, non confermano che sia stato firmato un patto definitivo.

Punti chiave

  • Goyal ha dichiarato che la maggior parte dei colloqui è conclusa e che l’accordo è ora in fase di messa a punto.
  • Il quadro di febbraio delineava concessioni tariffarie, alcune subordinate alla conclusione di un accordo provvisorio.
  • Il piano dell’India di acquistare beni statunitensi per 500 miliardi di dollari nell’arco di cinque anni resta un’intenzione, non una spesa già effettuata.

I colloqui sull’accordo commerciale India-USA procedono verso la definizione dei termini finali

«Abbiamo concluso la maggior parte dei colloqui e stiamo mettendo a punto l’accordo», ha dichiarato Goyal all’Aia, dove era in visita con una delegazione di imprenditori indiani. Nelle sue dichiarazioni non ha indicato una data per la conclusione.

L’aggiornamento segue diverse sessioni negoziali svoltesi in ottobre. Goyal ha incontrato il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer il 1º ottobre, in occasione della riunione dei ministri del Commercio del G20 a Milwaukee, definendo produttivi i colloqui. Successivamente, una squadra guidata dal segretario al Commercio Rajesh Agrawal ha tenuto colloqui con funzionari statunitensi a Washington dal 15 al 17 ottobre.

A febbraio i due paesi hanno annunciato un quadro per un accordo provvisorio, come passo verso un più ampio accordo commerciale bilaterale. I cambiamenti nel panorama tariffario statunitense hanno portato a ulteriori negoziati, lasciando i termini definitivi soggetti a discussioni ancora in corso.

Cosa prevedeva il quadro di febbraio

Il quadro congiunto sul commercio del 6 febbraio stabiliva un dazio reciproco statunitense del 18% sulle merci originarie dell’India e la rimozione condizionata di tale dazio reciproco per prodotti tra cui farmaci generici, gemme e diamanti e parti di aeromobili. Queste disposizioni descrivono il quadro precedente e non verificano le aliquote tariffarie attualmente applicate.

In cambio, in base al quadro, l’India ha concordato di eliminare o ridurre i dazi su tutti i beni industriali statunitensi e su un’ampia gamma di prodotti alimentari e agricoli. Le categorie elencate comprendevano i residui della distillazione del mais essiccati, la frutta a guscio, la frutta, l’olio di soia, il vino e i superalcolici.

La distinzione tra un quadro e un accordo concluso è importante per le imprese: alcune riduzioni tariffarie erano esplicitamente subordinate alla conclusione positiva dell’accordo provvisorio. Il quadro consente inoltre a ciascun paese di modificare i propri impegni se l’altro cambia i dazi concordati.

Acquisti e accesso al mercato vanno oltre i dazi

L’India ha dichiarato l’intenzione di acquistare per 500 miliardi di dollari, nell’arco di cinque anni, prodotti energetici statunitensi, aeromobili e parti di aeromobili, metalli preziosi, prodotti tecnologici e carbone da coke. Tale cifra rappresenta un’intenzione di acquisto prevista dal quadro, non una spesa già effettuata.

Gli accordi proposti riguardano anche l’aumento degli scambi di unità di elaborazione grafica e di altri beni destinati ai centri dati. L’India ha concordato di affrontare gli ostacoli che interessano i dispositivi medici statunitensi e le restrittive licenze d’importazione per i prodotti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, mentre entrambi i paesi si sono impegnati ad affrontare gli ostacoli al commercio digitale.

Queste disposizioni ampliano i negoziati oltre un semplice accordo sui dazi: i termini definitivi influirebbero anche sulle licenze, sull’accesso dei prodotti al mercato e sugli scambi nel settore tecnologico.

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