Nel terzo trimestre del 2026, Chubb ha registrato un calo dell’utile operativo core complessivo, ma un modesto aumento per azione, mentre le perdite da catastrofi sono cresciute nettamente. L’assicuratore ha riportato un utile netto di 2,84 miliardi di dollari, in aumento dell’1,5%, e un utile operativo core di 2,98 miliardi di dollari, in calo del 2,2%, per il trimestre conclusosi il 30 settembre. I risultati sono stati pubblicati il 20 ottobre, prima della conference call sugli utili del 21 ottobre.
Punti chiave
- L’utile operativo core per azione è aumentato dello 0,8%, a 7,66 dollari, nonostante il calo dell’utile operativo core complessivo.
- Le perdite nette da catastrofi al lordo delle imposte sono salite a 705 milioni di dollari, rispetto ai 285 milioni dell’anno precedente.
- I proventi da investimenti record e la crescita delle assicurazioni all’estero hanno contribuito a compensare la debolezza dei premi commerciali in Nord America.
Indice
- Gli utili di Chubb divergono tra utile complessivo e risultati per azione
- L’aumento delle perdite da catastrofi pesa sui risultati di sottoscrizione
- La crescita all’estero compensa la contrazione del comparto commerciale in Nord America
- I proventi da investimenti e dal ramo vita sostengono i risultati
- Conclusione
Gli utili di Chubb divergono tra utile complessivo e risultati per azione
L’annuncio dei risultati di Chubb per il terzo trimestre ha mostrato un aumento del 4,4% dell’utile netto per azione, a 7,30 dollari. L’utile operativo core, una misura non GAAP, ha raggiunto il record trimestrale di 7,66 dollari per azione, rispetto ai 7,60 dollari dell’anno precedente, nonostante la diminuzione dell’importo complessivo in dollari.
La distinzione è importante: il record per azione non rappresenta una crescita dell’utile core aggregato. Nel corso del trimestre Chubb ha inoltre riacquistato azioni per 1,18 miliardi di dollari.
A partire dal terzo trimestre, Chubb ha ridefinito l’utile dei segmenti e l’utile operativo core escludendo gli ammortamenti relativi alle attività immateriali acquistate, fatta eccezione per quelli relativi agli accordi di distribuzione a lungo termine. I risultati dei periodi precedenti sono stati rideterminati per rendere omogenei i confronti.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Utile netto dei primi nove mesi | 8,02 miliardi di dollari al 30 settembre 2026 |
| Utile operativo core dei primi nove mesi | 8,60 miliardi di dollari al 30 settembre 2026 |
| Dividendi trimestrali | 393 milioni di dollari distribuiti agli azionisti |
| Valore contabile per azione | 191,43 dollari al 30 settembre, in aumento del 5,1% rispetto a un anno prima |
| Valore contabile tangibile per azione | 126,96 dollari al 30 settembre, in aumento del 5,7% rispetto a un anno prima |
L’aumento delle perdite da catastrofi pesa sui risultati di sottoscrizione
L’utile di sottoscrizione del ramo danni è diminuito dell’8,8%, a 2,06 miliardi di dollari. Il combined ratio è salito all’84,1% dall’81,8%, segnalando un margine di sottoscrizione più contenuto, pur restando al di sotto della soglia di pareggio del 100%.
Le perdite nette da catastrofi al lordo delle imposte sono salite a 705 milioni di dollari, rispetto ai 285 milioni. Lo sviluppo favorevole dei sinistri dei periodi precedenti è aumentato a 511 milioni di dollari, dai 361 milioni, fornendo una compensazione parziale.
Il confronto sottostante è stato più stabile. L’utile di sottoscrizione dell’anno in corso, al netto delle perdite da catastrofi, è aumentato del 3,3%, a 2,26 miliardi di dollari, mentre il relativo combined ratio è salito marginalmente all’82,6%, dall’82,5%. L’amministratore delegato Evan Greenberg ha attribuito il calo degli utili core trimestrali al confronto con le perdite da catastrofi particolarmente contenute del 2025.
La crescita all’estero compensa la contrazione del comparto commerciale in Nord America
I premi netti contabilizzati consolidati sono aumentati dell’1,9%, a 15,14 miliardi di dollari. I premi del ramo danni sono cresciuti dell’1,9%, mentre quelli del ramo vita sono aumentati dell’1,4%.
I premi commerciali in Nord America sono diminuiti del 2,7%. Chubb ha citato la riduzione dell’esposizione, il ricorso aggiuntivo alla riassicurazione e i mancati rinnovi legati alle attività di sottoscrizione, soprattutto nei rami property e finanziario. Escludendo le variazioni di esposizione specificate in queste attività, i premi sono aumentati dell’1,7%.
La crescita è stata più robusta altrove: i premi di Overseas General sono aumentati del 6,7%, quelli delle assicurazioni personali in Nord America del 5,3% e quelli del comparto agricolo del 5,1%. Greenberg ha affermato che i mercati delle assicurazioni commerciali stavano diventando più competitivi, in particolare negli Stati Uniti e a Londra, e che alcune attività venivano ridimensionate deliberatamente quando prezzi o condizioni erano inadeguati.
I proventi da investimenti e dal ramo vita sostengono i risultati
I proventi netti da investimenti al lordo delle imposte sono aumentati dell’8,6%, raggiungendo il record di 1,79 miliardi di dollari. I proventi netti rettificati da investimenti, una misura distinta, sono cresciuti del 6,3%, raggiungendo il record di 1,89 miliardi di dollari. L’utile del segmento vita è aumentato dell’11,4%, a 369 milioni di dollari.
Il quadro dei primi nove mesi è stato più solido rispetto al confronto trimestrale: l’utile netto è cresciuto del 12,9% e l’utile operativo core è aumentato del 21,0%. Tuttavia, le perdite del portafoglio d’investimento hanno pesato sul valore contabile nel trimestre: perdite nette realizzate e non realizzate al netto delle imposte per 4,48 miliardi di dollari sono state parzialmente compensate da 551 milioni di dollari di utili su cambi.
Conclusione
I risultati trimestrali di Chubb hanno combinato costi più elevati legati alle catastrofi con una crescita dei proventi da investimenti e dal ramo vita. Greenberg prevede che la crescita del comparto commerciale in Nord America migliori nei prossimi trimestri; si tratta di un’aspettativa del management, non di una ripresa già registrata.
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