L’IA nella gestione patrimoniale sta producendo benefici più evidenti in termini di efficienza che di rendimenti per gli investitori. Solo l’8% delle società intervistate da Mercer nel febbraio 2026 ha segnalato miglioramenti misurabili nei rendimenti degli investimenti attribuibili all’IA, a fronte del 69% che ha riferito una migliore efficienza operativa. I risultati sono stati citati nel BluePaper di Morgan Stanley e Oliver Wyman sulla gestione patrimoniale, pubblicato nel settembre 2026.
Punti chiave
- L’adozione dell’IA è diffusa: il 55% dei gestori intervistati la utilizza in almeno un processo di investimento.
- I benefici misurabili si concentrano sull’efficienza e sulle analisi di ricerca, più che sui rendimenti degli investimenti.
- La qualità dei dati e le preoccupazioni in materia di conformità restano ostacoli significativi a un’adozione più ampia.
Indice
- L’IA nella gestione patrimoniale offre risultati disomogenei
- L’adozione nella ricerca supera quella nelle decisioni di portafoglio
- Dati e conformità limitano una diffusione più ampia
- Conclusione
L’IA nella gestione patrimoniale offre risultati disomogenei
Il sondaggio di Mercer del 2026 sull’IA nella gestione patrimoniale ha coinvolto 131 gestori patrimoniali a livello globale ed è stato pubblicato il 21 maggio 2026. Oltre al 55% che aveva integrato l’IA in almeno un processo di investimento, un altro 27% la utilizzava in progetti pilota o prove di fattibilità.
I benefici segnalati più evidenti erano di natura operativa: il 55% ha indicato analisi più rapide o di qualità superiore, mentre solo il 24% ha riferito una riduzione dei costi. La distinzione è importante, perché lavorare più rapidamente non comporta necessariamente una riduzione della spesa o un miglioramento della performance del portafoglio.
Le cifre descrivono l’esperienza dichiarata dalle società, non l’entità di un eventuale miglioramento dei rendimenti. Inoltre, non dimostrano che l’IA generi regolarmente rendimenti superiori ai benchmark di mercato. Il rapporto di Morgan Stanley e Oliver Wyman ha affermato che resta da dimostrare se una copertura più ampia della ricerca si traduca in rendimenti persistentemente superiori ai benchmark.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Ricerca sugli investimenti | Il 49% delle società aveva integrato l’IA. |
| Elaborazione dei dati | Il 40% delle società aveva integrato l’IA. |
| Costruzione del portafoglio | Il 13% delle società aveva integrato l’IA. |
| Esecuzione degli ordini | Il 7% delle società aveva integrato l’IA. |
L’adozione nella ricerca supera quella nelle decisioni di portafoglio
L’uso dell’IA resta concentrato nelle fasi iniziali del processo di investimento, in particolare nella ricerca e nell’elaborazione dei dati. L’adozione è molto più limitata nella costruzione del portafoglio e nell’esecuzione degli ordini, dove le decisioni di investimento vengono attuate.
Solo il 5% delle società intervistate da Mercer ha attribuito all’IA un’autorità autonoma o semi-autonoma sulle raccomandazioni di investimento o sugli ordini. La tecnologia si limita quindi, per lo più, a supportare il giudizio umano anziché sostituirlo.
Questo schema aiuta a distinguere l’adozione dall’impatto sugli investimenti: un gestore può utilizzare ampiamente l’IA per organizzare le informazioni senza delegarle le decisioni di portafoglio né dimostrare rendimenti migliori.
Dati e conformità limitano una diffusione più ampia
Mercer ha rilevato che il 69% delle società considerava la qualità o l’accesso ai dati un ostacolo sostanziale a un’adozione più ampia dell’IA, mentre il 59% citava preoccupazioni di natura normativa o legate alla conformità.
Beverley Sharp, Global Manager Research Leader di Mercer, ha dichiarato che affrontare le difficoltà relative ai dati, alla regolamentazione e all’integrazione sarebbe essenziale per realizzare il potenziale più ampio dell’IA nella costruzione dei portafogli e nell’esecuzione degli ordini.
Nonostante questi vincoli, il 91% degli intervistati ha dichiarato di voler aumentare l’uso dell’IA nei 12 mesi successivi. Più della metà, ovvero il 56%, disponeva già di una piattaforma o di un programma dedicato alla formazione dei dipendenti sull’uso della tecnologia.
Conclusione
Il sondaggio evidenzia una netta distinzione tra adottare l’IA e dimostrarne i benefici per gli investimenti. I piani di espansione dichiarati dai gestori riguardano i 12 mesi successivi al sondaggio del febbraio 2026; resta da stabilire se una diffusione più ampia produrrà incrementi misurabili dei rendimenti.
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