I programmi esistenti di premi sulle stablecoin non riceveranno alcuna tutela automatica ai sensi della norma definitiva sul GENIUS Act emanata il 21 ottobre 2026 dall’Office of the Comptroller of the Currency degli Stati Uniti. La norma respinge l’ipotesi che gli incentivi offerti da tempo dagli exchange siano già conformi alla legge, lasciando la loro valutazione a un esame caso per caso. È previsto che entri in vigore il 18 gennaio, mentre altre agenzie federali stanno ancora elaborando le rispettive parti del quadro normativo sulle stablecoin.

Punti chiave

  • L’OCC non presumerà che i programmi di premi avviati prima del GENIUS Act rispettino il divieto di rendimento corrisposto dall’emittente.
  • L’autorità di vigilanza ha indicato che i premi corrisposti almeno in parte per ragioni diverse dal detenere, utilizzare o mantenere una stablecoin potrebbero non rientrare nel divieto, ma non ha fornito esempi.
  • La norma definitiva stabilisce inoltre requisiti per l’emissione e la custodia e rivede gli standard sulle riserve; il lavoro di attuazione delle altre agenzie resta incompleto.

Indice

Cosa comporta la norma definitiva per i premi sulle stablecoin

L’OCC ha respinto esplicitamente l’argomento secondo cui la consapevolezza del Congresso equivalesse a un’autorizzazione. «Il fatto che il Congresso possa essere stato informato di questi programmi di premi non implica necessariamente che li abbia approvati come consentiti», si legge nella norma definitiva.

Questa posizione è rilevante perché il settore delle criptovalute ha interpretato il GENIUS Act come una norma che consente alcuni incentivi offerti tramite piattaforme secondarie. La norma definitiva non concede un’autorizzazione generale a tali accordi. Pone invece al centro della valutazione di conformità la struttura e le circostanze specifiche di ciascuno.

VoceDettagli
Programmi di premi esistentiNessuna presunzione di conformità o trattamento speciale per il solo fatto che un programma preceda il GENIUS Act.
Valutazione dei premiEsame caso per caso, nel quale la finalità del pagamento è fondamentale per applicare il divieto previsto dalla legge.
Tempistiche della norma OCCNorma definitiva emanata il 21 ottobre 2026; entrata in vigore prevista il 18 gennaio.
Requisiti sulle riserveStandard basati su principi per la diversificazione e la concentrazione, accompagnati da garanzie quotidiane di liquidità e tutele relative alle controparti.
Attuazione più ampiaLe procedure normative del Tesoro, della Federal Reserve e della FDIC sono ancora in corso; i requisiti del Bank Secrecy Act sono trattati separatamente.

Perché conta la finalità di un pagamento

Il GENIUS Act vieta i pagamenti degli emittenti effettuati «esclusivamente in relazione alla detenzione, all’utilizzo o al mantenimento di tale stablecoin di pagamento». L’OCC ha suggerito che il termine «esclusivamente» costituisca un limite importante: un premio corrisposto almeno in parte per altre ragioni non rientrerebbe nel divieto.

L’agenzia, tuttavia, ha scelto di non fornire esempi che indichino quali accordi potrebbero soddisfare il requisito. Ha dichiarato che «applicherà il testo della legge ai fatti e alle circostanze di ciascun accordo specifico». La distinzione dipenderà quindi dal programma effettivo, anziché da un’etichetta generica come premi o incentivi.

La norma definitiva ha inoltre eliminato le «presunzioni confutabili» proposte, che identificavano attività presunte in violazione delle restrizioni. Nel complesso, queste decisioni spostano la valutazione pratica dalle categorie esemplificative all’esame dei singoli casi. Non stabiliscono che i programmi esistenti degli exchange siano consentiti o vietati in modo generalizzato.

Quali offerte esistenti mostrano la posta in gioco?

PayPal offre un rendimento del 4% agli utenti di PYUSD, Coinbase One offre il 3,75% sulle posizioni in USDC e gli abbonati a Kraken+ possono guadagnare fino al 4,5% sui conti USDG. Queste offerte non costituiscono una valutazione dell’OCC secondo cui un programma specifico sia conforme.

Le banche hanno sostenuto che gli incentivi sulle stablecoin minacciano i depositi centrali per i loro modelli di business. Hanno chiesto modifiche attraverso il Digital Asset Market Clarity Act, ma il mese scorso il disegno di legge non è riuscito a superare un voto cruciale al Senato, nel contesto di una disputa ancora in corso.

L’OCC ha rifiutato di attendere eventuali modifiche legislative. «Fino a quando e a meno che tale normativa non venga approvata, l’OCC deve attuare il divieto di rendimento previsto dal GENIUS Act nella sua versione approvata», ha dichiarato. Per le società che stanno valutando i propri programmi, lo standard applicabile resta quindi la legge vigente, non una modifica negoziata che non è stata approvata.

Cambiano anche emissione, custodia e riserve

I premi sono solo una parte della norma definitiva. L’OCC, che vigila sulle banche nazionali e sui trust, ha istituito una procedura che consente a società regolamentate e imprese estere di emettere stablecoin negli Stati Uniti, insieme a requisiti in materia di custodia e dei rapporti tra gli emittenti e gli exchange di terze parti.

L’agenzia ha inoltre modificato, tra la proposta e la norma definitiva, il proprio approccio alla diversificazione e alla concentrazione delle riserve. Ha adottato quello che ha definito un approccio basato su principi, sostenuto da requisiti di liquidità minima giornaliera e da limiti intesi a evitare un’esposizione eccessiva verso una singola controparte.

I funzionari dell’OCC hanno affermato che il quadro normativo creerebbe opportunità di partecipazione alle stablecoin per istituzioni, comprese le banche comunitarie. Ciò descrive l’accesso previsto, ma non conferma che istituzioni specifiche abbiano ottenuto l’approvazione o iniziato a emettere token nell’ambito del nuovo quadro.

Perché l’attuazione non è ancora completa

L’OCC è la prima autorità federale di vigilanza bancaria a emanare una norma definitiva ai sensi della legge, ma la sua iniziativa non completa l’attuazione. Il Dipartimento del Tesoro, la Federal Reserve e la Federal Deposit Insurance Corp. stanno portando avanti procedure normative separate e le autorità di vigilanza non hanno rispettato la scadenza di metà anno prevista dalla legge.

Il lavoro ancora da svolgere riguarda responsabilità distinte. La FDIC ha proposto norme per gli istituti autorizzati a livello statale, mentre le proposte della Fed riguardano le controllate delle banche membri che intendono emettere stablecoin, compresi i requisiti patrimoniali e sulle riserve. Il lavoro del Tesoro include il trattamento degli emittenti esteri.

La norma OCC lascia gli aspetti relativi al Bank Secrecy Act ad altri uffici del Tesoro. Una proposta congiunta della Financial Crimes Enforcement Network e dell’Office of Foreign Assets Control ha affrontato controlli, tra cui la capacità di bloccare o congelare le transazioni.

Conclusione

La norma definitiva dell’OCC definisce un quadro per l’emissione di stablecoin senza concedere un’approvazione generale ai premi esistenti. Gli exchange non possono considerare la longevità di un programma una prova di conformità, mentre il più ampio regime federale resta incompleto.

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