I risultati dello studio di Celcuity sul cancro alla prostata, annunciati il 23 ottobre 2026, hanno mostrato i primi segnali di efficacia di gedatolisib in combinazione con darolutamide nel carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione. Lo studio di fase 1b/2 ha coinvolto 45 pazienti; la sopravvivenza mediana libera da progressione radiografica è risultata diversa tra i gruppi definiti in base ai trattamenti precedenti.
Punti chiave
- La sopravvivenza mediana libera da progressione radiografica è stata di 15,7 mesi dopo un precedente trattamento con abiraterone e di 9,1 mesi dopo enzalutamide.
- Sono state osservate riduzioni dell’antigene prostatico specifico in tutti e tre i gruppi di dosaggio di gedatolisib.
- Questi risultati preliminari giustificano ulteriori valutazioni, ma non dimostrano la superiorità rispetto a un altro trattamento.
Indice
- Lo studio di Celcuity sul cancro alla prostata valuta una combinazione di due farmaci
- I risultati sulla progressione differiscono in base alla terapia precedente
- I dati sulla sicurezza sono ancora preliminari
- Conclusione
Lo studio di Celcuity sul cancro alla prostata valuta una combinazione di due farmaci
Il disegno dello studio CELC-G-201 di Celcuity valuta gedatolisib più darolutamide in pazienti precedentemente trattati con un inibitore del recettore degli androgeni per il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione. La pagina di Celcuity dedicata agli studi clinici indica che lo studio di fase 1/2 è in corso e sta arruolando pazienti.
I risultati presentati al Congresso ESMO riguardavano 45 pazienti trattati con gedatolisib per via endovenosa insieme a darolutamide. Gedatolisib agisce sulla via di segnalazione PI3K/AKT/mTOR, mentre darolutamide è un inibitore del recettore degli androgeni.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Popolazione dello studio | Carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione |
| Livelli di dose di gedatolisib | 120 mg, 180 mg e 240 mg |
| Combinazione terapeutica | Gedatolisib più darolutamide |
I risultati sulla progressione differiscono in base alla terapia precedente
La sopravvivenza mediana libera da progressione radiografica — il tempo prima della progressione della malattia rilevata tramite diagnostica per immagini o del decesso — è stata di 15,7 mesi nei pazienti trattati in precedenza con abiraterone. Nei pazienti precedentemente esposti a enzalutamide è stata di 9,1 mesi.
Questi dati si riferiscono a gruppi distinti in base ai trattamenti precedenti e non costituiscono un confronto con una terapia di controllo. Non dimostrano quindi che la combinazione sia più efficace di un trattamento alternativo né spiegano perché gli esiti siano stati diversi tra i gruppi.
Celcuity ha inoltre riferito riduzioni dell’antigene prostatico specifico, o PSA, in tutti i gruppi di dosaggio. I risultati comunicati non quantificavano l’entità delle riduzioni né la percentuale di pazienti che raggiungeva una soglia definita di risposta del PSA.
I dati sulla sicurezza sono ancora preliminari
Celcuity ha descritto il profilo di sicurezza come gestibile, con pochi eventi avversi gravi. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un trattamento preventivo per la stomatite, ovvero l’infiammazione della mucosa orale.
La sintesi disponibile non riportava tassi dettagliati degli eventi avversi né dati sulle interruzioni del trattamento. Ciò limita la possibilità di valutare con precisione la tollerabilità insieme ai segnali di efficacia riportati.
Conclusione
Lo studio di Celcuity sul cancro alla prostata fornisce prove preliminari di attività della combinazione, non un risultato comparativo definitivo. CELC-G-201 è ancora in corso e l’arruolamento prosegue mentre la società valuta il regime terapeutico.
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