Gli asset tokenizzati e il denaro digitale potrebbero mettere sotto pressione il margine di interesse netto, una linea di attività che rappresenta il 25–30% dei ricavi dei gestori patrimoniali, avverte una prospettiva di Morgan Stanley e Oliver Wyman del 26 ottobre 2026. Questa cifra descrive il flusso di ricavi esposto ai cambiamenti, non una previsione secondo cui le società perderanno un quarto dei loro ricavi. Le più ampie opportunità di prestito potrebbero compensare parte della pressione.
Punti chiave
- Il denaro digitale potrebbe mettere in discussione l’economia dei depositi dei gestori patrimoniali, ma il rapporto non quantifica una perdita di ricavi attesa.
- Il rapporto prevede che gli asset reali tokenizzati cresceranno da circa 40 miliardi di dollari a 2.300 miliardi di dollari entro il 2030.
- I nuovi prestiti garantiti da collaterale potrebbero fornire una compensazione, mentre i benefici per la liquidità dei mercati privati restano limitati.
Indice
- Gli asset tokenizzati comportano sia rischi per i redditi sia opportunità di prestito
- Una previsione di forte crescita a partire da una base ridotta
- La liquidità dei mercati privati resta un vincolo
- Conclusione
Gli asset tokenizzati comportano sia rischi per i redditi sia opportunità di prestito
La questione centrale per i gestori patrimoniali è come le forme digitali di denaro potrebbero modificare l’economia della detenzione della liquidità dei clienti. Il rapporto individua nel margine di interesse netto un’esposizione significativa, sottolineando che l’effetto finale dipende dall’adozione e dal comportamento dei clienti.
Oliver Wyman la discussione sulla tokenizzazione e sull’economia della gestione patrimoniale illustra l’effetto su due fronti: il denaro digitale potrebbe mettere sotto pressione l’economia dei depositi, mentre una più ampia gamma di asset tokenizzati idonei come collaterale potrebbe generare nuovi ricavi da prestiti.
Per le società, la sfida va oltre l’offerta di un prodotto d’investimento digitale. Il rapporto sostiene che i gestori patrimoniali devono integrare le partecipazioni tokenizzate, la liquidità digitale, il collaterale e i prestiti nell’ambito della relazione con il cliente. In caso contrario, le piattaforme digitali che offrono questi servizi congiuntamente potrebbero attrarre asset e sottrarre il controllo dell’interfaccia con il cliente.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Fondi monetari tokenizzati | Consentono agli istituti digitali di detenere asset fruttiferi all’interno di infrastrutture blockchain. |
| Strumenti a breve termine | Supportano gli impieghi come collaterale e la gestione della tesoreria. |
| Azioni tokenizzate | Offrono alle piattaforme digitali un canale per distribuire prodotti d’investimento. |
| Asset dei mercati privati | Potrebbero beneficiare di infrastrutture migliorate per la titolarità, il trasferimento e la gestione degli investimenti, senza risolvere i vincoli di liquidità sottostanti. |
Una previsione di forte crescita a partire da una base ridotta
L’aumento previsto fino a circa 2.300 miliardi di dollari entro il 2030 riguarda asset finanziari tradizionali rappresentati come token digitali su reti blockchain, tra cui azioni e obbligazioni. Si tratta di una previsione, non di una misura degli asset già presenti su tali reti.
Nonostante l’entità dell’espansione prevista, nello scenario di base del rapporto per il 2030 gli asset reali tokenizzati rappresenterebbero ancora meno dell’1% degli asset globali. La prospettiva indica quindi un mercato in rapida crescita, non un’imminente sostituzione delle infrastrutture d’investimento convenzionali.
Per i gestori patrimoniali, l’opportunità commerciale a breve termine risiede principalmente nella creazione e distribuzione di prodotti attraverso piattaforme digitali. Il rapporto individua diversi utilizzi, senza suggerire che tutte le classi di asset ne trarranno pari beneficio.
La liquidità dei mercati privati resta un vincolo
La tokenizzazione può migliorare le infrastrutture utilizzate per registrare la titolarità, trasferire gli asset e gestire gli investimenti. Di per sé, non crea acquirenti né risolve la scarsa frequenza delle valutazioni e la limitata trasparenza dei prezzi nei mercati privati.
Questa distinzione limita le affermazioni secondo cui registrare un investimento illiquido su una blockchain lo renderebbe automaticamente facile da vendere. Il rapporto propende per investimenti mirati nelle capacità, con risultati commerciali che dipendono dai prodotti adottati dai clienti e dal modo in cui utilizzano il denaro digitale e il collaterale.
Conclusione
L’orizzonte 2030 del rapporto delinea la prossima prova: stabilire se l’adozione degli asset tokenizzati genererà un volume sufficiente di nuove attività di prestito e distribuzione da compensare la pressione sull’economia della liquidità dei clienti. La prospettiva individua sia opportunità sia rischi, non una perdita netta di ricavi quantificata.
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Questo articolo di FinanceVelix fornisce informazioni generali e non costituisce una consulenza finanziaria, d’investimento, legale o fiscale personalizzata. I prezzi di mercato, i tassi d’interesse e le condizioni economiche possono cambiare; gli investimenti comportano un rischio di perdita. I fatti riflettono il materiale disponibile al momento della pubblicazione e possono cambiare. Verifica autonomamente le informazioni importanti e, se necessario, consulta un professionista qualificato. La menzione di un asset, di una società o di un servizio non costituisce un’approvazione.




