I colloqui sui dazi tra Stati Uniti e Canada sono ripresi il 27 ottobre 2026, con negoziati volti a ridurre i dazi previsti dalla Section 232 sull’acciaio e sulle automobili canadesi. Le discussioni riaprono la strada verso possibili agevolazioni dopo l’interruzione dei colloqui ad agosto, ma non costituiscono una riduzione dei dazi già entrata in vigore.
Punti chiave
- I negoziati riguardano l’acciaio e le automobili canadesi, con dazi indicati rispettivamente fino al 50% e al 25%.
- L’attuale regime dei dazi sull’acciaio è seguito a un aumento, nel giugno 2025, dal 25% al 50% per le importazioni interessate.
- Non sono state annunciate aliquote sostitutive concordate né una data di entrata in vigore delle agevolazioni.
Riprendono i colloqui sui dazi tra Stati Uniti e Canada, senza un accordo concordato
A guidare le discussioni sono il segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick e Dominic LeBlanc, ministro canadese responsabile del commercio tra Canada e Stati Uniti. I negoziatori puntano a un possibile accordo prima delle elezioni statunitensi del 3 novembre 2026; si tratta di un obiettivo negoziale, non di una scadenza confermata per l’attuazione.
La distinzione è importante per produttori e fornitori: la ripresa dei negoziati non modifica di per sé i dazi applicati alle spedizioni transfrontaliere. Non sono state annunciate nuove aliquote tariffarie, esenzioni o tempistiche di attuazione concordate.
L’aumento dei dazi sull’acciaio precede gli ultimi negoziati
La proclamazione sui dazi sull’acciaio del giugno 2025 ha aumentato il dazio aggiuntivo sulle importazioni di acciaio interessate dal 25% al 50%, con effetto dalle 00:01, ora legale della costa orientale, del 4 giugno 2025. Specificava che le modifiche sarebbero rimaste in vigore salvo riduzione, modifica o cessazione esplicita.
Quella proclamazione spiega il precedente aumento dei dazi sull’acciaio, non l’esito dei negoziati dell’ottobre 2026. Inoltre, non definisce le regole tariffarie sulle automobili né conferma l’intero regime tariffario in vigore al momento della ripresa dei colloqui.
Produttori e acciaierie devono affrontare questioni diverse
Le agevolazioni potrebbero ridurre i costi legati ai dazi per produttori e fornitori che utilizzano importazioni canadesi, a seconda della portata dell’eventuale accordo. Per i produttori di acciaio come Nucor, gli effetti concreti dipenderebbero anche da come un’eventuale modifica inciderebbe sulla concorrenza e sui prezzi.
I negoziati, pertanto, non dimostrano un beneficio sugli utili specifico per una società né provano un rialzo del prezzo delle azioni dovuto ai dazi. La novità immediata è la ripresa delle discussioni sulle politiche commerciali, non il raggiungimento di un risultato commerciale definitivo.
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