L’espansione di Bybit negli Stati Uniti ruoterebbe attorno a una partnership con una società di intermediazione già affermata e con clienti americani, ha dichiarato il CEO Ben Zhou. Ha citato Interactive Brokers come esempio del tipo di società a cui l’exchange potrebbe rivolgersi nel tentativo di competere con Robinhood, anziché impostare il proprio ingresso sul mercato su un lungo iter di licenze da ottenere stato per stato.
Punti chiave
- Zhou preferisce un partner con una base clienti già esistente negli Stati Uniti; Interactive Brokers è stato citato come esempio, non come partner annunciato.
- Stima che ottenere licenze negli Stati Uniti stato per stato richiederebbe dai due ai tre anni, rafforzando l’ipotesi di attendere maggiore chiarezza normativa.
- Anche il Regno Unito è al vaglio: secondo Zhou, la concorrenza è meno concentrata, ma i costi di ingresso sono considerevoli.
Indice
- L’espansione di Bybit negli Stati Uniti mette al primo posto l’accesso ai clienti
- I costi delle licenze influenzano la decisione sui tempi
- Il Regno Unito presenta un diverso quadro competitivo
L’espansione di Bybit negli Stati Uniti mette al primo posto l’accesso ai clienti
La partnership proposta riguarda sia l’accesso ai clienti sia l’ingresso in una nuova giurisdizione. Zhou ha dichiarato che Bybit preferirebbe collaborare con un’attività già affermata, interessata a entrare nel settore delle criptovalute e già dotata di una base clienti negli Stati Uniti. La distribuzione sarebbe quindi al centro della sfida alle piattaforme già presenti sul mercato.
Zhou ha descritto le partnership come l’approccio abituale di Bybit per entrare in nuovi mercati. L’opportunità statunitense comporta tuttavia una concorrenza formidabile: ha definito il mercato altamente saturo, indicando la posizione consolidata di Coinbase e la crescente importanza di Robinhood.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Percorso negli Stati Uniti | Cercare un partner locale affermato, con una base clienti già esistente. |
| Valutazione del Regno Unito | L’ingresso sul mercato è in fase di valutazione; non è stata ancora decisa la sede di un ufficio a Londra. |
| Obiettivo di prodotto in Europa | Un’app prevista offrirà derivati e azioni tokenizzate. |
I costi delle licenze influenzano la decisione sui tempi
Zhou ha stimato che ottenere licenze negli Stati Uniti stato per stato richiederebbe dai due ai tre anni, un iter prolungato che vorrebbe evitare.
Questa tempistica incide anche sulla convenienza di impegnare risorse prima che il quadro normativo diventi più chiaro. Zhou ha prospettato la possibilità di attendere il Clarity Act o una migliore comprensione della nuova legge, invece di procedere subito lungo il percorso attuale.
Ha ipotizzato che la vigilanza possa infine passare a un modello federale che coinvolga la Securities and Exchange Commission. Si tratta di un possibile esito da lui descritto, non di una sostituzione già approvata dei requisiti statali in materia di licenze.
Zhou ha inoltre sostenuto che restare fuori dagli Stati Uniti ha preservato quello che ha definito il «record del tutto immacolato di Bybit lì». A suo avviso, questo consente alla società di scegliere il momento giusto, invece di affrettarsi a entrare in un mercato solo perché i concorrenti sono già presenti.
Il Regno Unito presenta un diverso quadro competitivo
La valutazione di Zhou sulla Gran Bretagna è stata più favorevole sul fronte della concorrenza, ma non su quello dei costi. Ha affermato che nessun exchange globale domina il mercato e ha indicato Coinbase come probabilmente il principale operatore. Ha inoltre richiamato il lavoro del Regno Unito per definire un nuovo regime normativo per le criptovalute come parte dell’opportunità.
L’ingresso richiederebbe comunque un impegno considerevole. Zhou ha paragonato gli sforzi presumibilmente necessari all’ottenimento di una licenza nell’ambito del quadro MiCA dell’Unione europea. All’inizio dell’anno era stato invitato a incontrare organismi tra cui la Financial Conduct Authority e alcuni membri della House of Lords; la sede di un ufficio a Londra restava da decidere.
L’Europa costituisce un percorso distinto per lo sviluppo dei prodotti: l’app prevista da Bybit combinerebbe derivati e azioni tokenizzate, con un lancio previsto già nel primo trimestre dell’anno successivo. Questo obiettivo si affianca alle decisioni sull’ingresso negli Stati Uniti e nel Regno Unito, senza risolverle.
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